
Loano. Sarà discusso in occasione della riunione del consiglio comunale di Loano in programma questa sera il “mancato assenso alla variante urbanistica” proposta dalla Panizza Immobiliare srl e che dal 2010 è al centro di un lunghissimo iter burocratico-amministrativo.
Tutto, come detto, è iniziato nel 2010 e cioè quando la società aveva presentato un’istanza per la demolizione e la ricostruzione (con cambio di destinazione d’uso) di un immobile industriale nella zona degli Orsolani. Tale progetto si inseriva nell’ambito del cosiddetto Piano Casa e prevedeva la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione a scomputo, tra cui una bretella stradale già prevista dal piano regolatore di Loano.
Nel 2011 la giunta comunale aveva espresso favorevole all’iniziativa, pur rimarcando la “eccessiva quantità di volumetria prevista”. A seguito di lunghe “trattative” tra le parti, quattro anni dopo (siamo nel 2015) la società ha presentato, su suggerimento del Comune, un nuovo progetto che prevedeva la delocalizzazione dei volumi in altro sito, prima individuato nel sito “Mazzocchi”, e successivamente, a causa di complicazioni tecniche – progettuali, in località “Vignasse” nei pressi dell’ex ospedale Marino Piemontese, da anni al centro di un progetto di riqualificazione volto a trasformare l’area in una zona turistico-ricettiva.
Il settore di edilizia privata del Comune, però, ha espresso parere negativo all’istanza in quanto tale proposta non rispettava quanto previsto dalla normativa regionale. In particolare, come ricordato dagli attuali legali della società, l’avvocato Giovanni Sanna e il giovane patrocinante Simone Spinelli, venivano contestati “la ‘non sufficiente’ volumetria dei terreni opzionati, ora contestando la ‘non sufficiente’ percentuale di spazi a destinazione turistica-ricettiva, ora contestando l’incongruità urbanistica del volume e l’applicazione del Piano Casa”.
La richiesta è respinta in maniera definitiva con un provvedimento del dirigente datato 21 marzo 2017. Pochi mesi dopo, però, la Panizza Immobiliare ha impugnato il provvedimento con un ricorso al Tar sulla base di alcuni contraddizioni presenti nella prima delibera con cui la giunta aveva approvato il progetto nel 2011 e sottolineando la violazione di alcuni contenuti della legge regionale.
A marzo di quest’anno il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso della società immobiliare e quindi ha annullato il provvedimento del Comune.
Alla luce di quest’ulteriore sviluppo, il 13 luglio scorso la Panizza Immobiliare, oggi in concordato preventivo, ha inviato al Comune una nota con la quale “intima e diffida a dar seguito all’iter amministrativo volto all’approvazione del progetto”.
L’ufficio di edilizia privata ha risposto a tale lettera ricordando come “l’istanza presupponga, da parte dell’amministrazione, l’espressione di un assenso alla variante urbanistica sottesa, che al momento non pare si possa concretizzare”, contro tale provvedimento la Panizza Immobiliare presentava così un secondo ricorso al Tar in ottemperanza, chiedendo la nomina di un commissario “ad acta”, la cui discussione è stata fissata per la data del 15 Gennaio 2020.
Secondo Panizza, tale assenso o tale diniego “devono giungere a seguito di discussione in consiglio comunale. La pratica che sarà discussa oggi, invece, non riguarda semplicemente una ‘variante urbanistica’ ma in maniera molto più netta il ‘mancato assenso alla variante urbanistica’. Insomma, tale dicitura ha tutta l’aria di una mera presa d’atto, come se la decisione sia già stata presa e al consiglio non spetti altro che prendere atto di quanto stabilito dalla giunta in altra sede. Al contrario, la sentenza del Tar avrebbe dovuto riaprire l’iter procedurale il cui passaggio in consiglio comunale dovrebbe essere solo l’ultimo ed il definitivo”.
Ma tutto questo, non scoraggia la Panizza Immobiliare, la quale, al contrario dichiara, per il tramite dei suoi legali, avvocati Sanna e Spinelli, di essere determinata ad impugnare ogni atto che riterrà lesivo dei propri interessi legittimi.