
Regione. “Servono piani di protezione civile aggiornati, conosciuti e condivisi. Non può essere emergenza ogni volta”. Lo dice Gianni Pastorino, consigliere regionale di Linea Condivisa, commentando le conseguenze dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Liguria e che ha causato “pioggia battente sul ponente, allagamenti nell’entroterra, piccole frane, treni in ritardo e cancellazioni, annuncio della chiusura delle scuole a Genova nei Municipi di ponente e medio ponente”.
“É innegabile che i cambiamenti climatici abbiano portato a una frequenza di eventi meteorologici estremi in passato inimmaginabile – dice Pastorino – A fronte dello scarso impegno da parte dei governi a modificare il proprio comportamento, è necessario capire come diventare resilienti nell’affrontare questi fenomeni distruttivi, fortunatamente oggi non in termini di vittime ma in termini di danni all’entroterra e alla costa. Gli eventi meteo intensi in Liguria, secondo dati Arpal, sono quasi triplicati negli ultimi 9 anni, con una concentrazione sempre maggiore nel capoluogo ligure che ad oggi si dimostrato meno preparato del necessario. Il fattore di reattività è fondamentale, ma non è l’unico: se si continua a portare avanti un approccio solo informativo con la cittadinanza, i rischi rimarranno alti”.
“Partendo da questo presupposto, è importante adottare un sistema di prevenzione basato su piani di protezione civile aggiornati, conosciuti e condivisi con la cittadinanza – sottolinea il consigliere Pastorino – Bisogna partire dalla conoscenza delle situazioni locali per poi avanzare proposte concrete e operative, aiutando i cittadini a usare al meglio gli strumenti oggi disponibili. A fronte di eventi calamitosi sempre più frequenti e impattanti, la consapevolezza è senza dubbio un valore aggiunto che può fare la differenza. Informare i cittadini e trattarli unicamente come soggetti passivi è un approccio sbagliato che aumenta il fattore di rischio”.
“Quando questa ondata di maltempo sarà passata, mobilitiamoci subito per l’organizzazione, la gestione e la verifica di iniziative riguardanti l’approccio partecipato alla pianificazione dei piani di emergenza, sperimentando nuove metodologie di partecipazione attiva dei cittadini”.