
Albenga. Nuova seduta del consiglio comunale di Albenga, ieri sera, con l’ennesima bagnare sul tema sanità (e scontro tra i consiglieri di maggioranza Cangiano e di opposizione Ciangherotti) e l’approvazione di regolamento rifiuti e bilancio consolidato.
“Il dottor Tomatis, – ha tuonato Ciangherotti, – ha dichiarato che l’uomo è un bipede, finalmente grazie alla politica lo ha capito. A parte gli scherzi, Albenga Vince, dopo aver sentito gli enormi e ripetuti allarmismi raccontati dal sindaco medico a sostegno dell’Ospedale pubblico, già svuotato di Pronto soccorso, Ginecologia, Chirurgia, Rianimazione, Ortopedia, Laboratorio analisi dal partito democratico al governo della regione fino al 2015, ha voluto riportare l’argomento Sanità in discussione in Consiglio comunale con una mozione provocatoria, per impegnare, all’unanimità, il Parlamentare ingauno affinchè chieda a Roma più fondi per la sanità del Ponente savonese, direttamente al ministro Speranza, suo ex capogruppo in Parlamento”.
“L’amministrazione Tomatis, che si dichiara così allergica alla gestione privato-convenzionata del nostro Ospedale, ha rigettato la proposta campando scuse assurde. Non è vero che le specialità di nicchia non sian utili ad Albenga perchè sono quelle che migliorerebbero l’offerta del nosocomio e quindi indirettamente lo renderebbero più forte agli attacchi degli amici-nemici vicini (che non sono mancati nemmeno in questo consiglio) in una regione come la liguria dove il fondo sanitario regionale è da sempre molto ridotto e soprattutto sbilanciato sulla grande Genova, però abbiamo capito che, se si tratta di scomodare Vazio, insomma, va bene allora condividere il progetto Toti”, ha concluso.
Dopo la presentazione del punto all’ordine del giorno sul tema sanità (“Misure straordinarie da investire nell’ospedale unico del ponente savonese”) da parte di Ciangherotti (bocciato), queste le dichiarazioni del sindaco Riccardo Tomatis: “Mi dispiace costatare che si fa polemica politica sulla sanità. Credevo di aver spiegato in modo chiaro perché sono contro la gestione dell’Ospedale di Albenga da parte del privato convenzionato. Non mi scandalizzo certo se si decide di aprire un reparto di chirurgia plastica, ma mi scandalizzo perché questo vuol dire dover rinunciare a reparti che sono indispensabili per il nostro territorio. Io, da medico, lavoro bene con i reparti privati convenzionati, ma ad Albenga abbiamo bisogno di un ospedale che possa gestire le patologie dei nostri anziani che prevedono ricoveri, talvolta lunghi, in reparti che sono anti-economici per un privato e che solo il pubblico, quindi, può garantire. Gli ospedali privati convenzionati vanno benissimo in città più grandi, dove ci sono anche altri ospedali, non ad Albenga”.
Continua il primo cittadino: “Non metto in dubbio, poi, che in passato la Regione abbia sbagliato, ma questo non giustifica l’Amministrazione Regionale che sta facendo peggio di quanto è stato fatto in passato. La salute dei cittadini e il posto di lavoro delle persone che oggi operano presso il reparto di chirurgia protesica gestito dal Policlinico di Monza oggi sono in pericolo – conclude il sindaco Tomatis –. In tutto questo oggi si chiede di approvare un punto all’ordine del giorno per chiedere finanziamenti per l’ospedale pubblico quando la Regione, competente per materia, ha già avviato le procedure per affidarlo alla gestione privata. Trovo sia assurdo”.
Il consigliere Vincenzo Munì afferma: “Il consigliere Ciangherotti forse dovrebbe chiarire la sua posizione sul tema sanità. Prima avvia una raccolta firme per tutelare l’ospedale pubblico, poi cambia idea e la “rimette nel cassetto”, quindi gioisce per l’arrivo dei privati parlando di un vero e proprio “regalo di Natale da parte di Toti”, infine propone un ordine del giorno per chiedere fondi per l’ospedale pubblico mentre c’è una procedura di affidamento ai privati che oggi, tra l’altro, è sotto la lente di osservazione del Tar. La Regione si è per caso ravveduta sul progetto di affidamento della gestione dell’Ospedale di Albenga ai privati? Crediamo che sia giunto il momento di parlare di sanità in maniera seria e, soprattutto, lasciando da parte i tentativi di avviare una campagna elettorale (le Regionali sono il prossimo anno), anzi l’ennesima campagna elettorale, cavalcando in maniera superficiale queste tematiche”.
Il consigliere Giorgio Cangiano sottolinea: “Ho già espresso la mia contrarietà alla gestione privata dell’Ospedale di Albenga, ma oggi non siamo a discutere questo. Oggi il punto all’ordine del giorno è volto a chiedere al Ministro di darci dei soldi per potenziare l’ospedale pubblico mentre è in atto una procedura di affidamento ai privati. Una cosa del genere è assurda. Non possiamo chiedere risorse pubbliche su un ospedale che la Regione vuole privatizzare. Se, invece, vogliamo chiedere alla Regione di fare un passo diverso, sempre se è ancora possibile farlo, allora è un altro discorso, diversamente non credo che sia possibile votare il punto.”
Il punto è stato votato solo dal consigliere che lo ha proposto Eraldo Ciangherotti, mentre il consigliere Gerolamo Calleri si è astenuto e il consigliere di minoranza Roberto Tomatis – così come la maggioranza – ha votato contro.
È stato poi approvato (con l’astensione della minoranza) il nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti, che va a sostituire il precedente (approvato con Deliberazione di C.C. n. 96 del 17.07.2012) e, stando alle parole dell’assessore Pollio “si è reso necessario per un adeguamento dello stesso al nuovo sistema di raccolta differenziata che, promossa dal Comune in collaborazione con Sat, inizierà a breve (dopo una prima fase di incontri formativi con la cittadinanza)”.
“I metodi di conferimento saranno distinti a seconda del tipo di utenza e delle zone. Utenze Domestiche: centro storico e zona urbana raccolta differenziata mediante installazione di nuove isole ecologiche ad accesso controllato dotate di campane di nuova generazione; frazioni e altre zone, sarà introdotto un nuovo sistema di raccolta porta a porta spinto, previa ridistribuzione ai cittadini di nuove dotazioni necessarie (mastelli, sacchi, ecc.). Utenze Non Domestiche: su tutto il territorio porta a porta spinto”.
“Albenga è una città particolarmente complessa, l’obiettivo è quello di aumentare la percentuale di differenziata, per raggiungere il limite di legge del 65% andando, al contempo, incontro alle esigenze dei residenti. Per questo si è deciso di adottare, per il centro cittadino, un sistema di “prossimità ad accesso controllato”.
Saranno posizionate 82 isole ecologiche dedicate ad un preciso gruppo di utenze (le isole saranno chiuse a chiave). Sono state effettuate, inoltre, 2 isole ecologiche interrate (viale Liguria e via Patrioti). Le nuove campane (che sostituiranno i vecchi bidoni e che saranno più capienti e più igieniche) permetteranno ai cittadini di poter conferire ogni giorno tutte le tipologie di rifiuti. Questa decisione è stata presa per agevolare le persone e permettere loro di differenziare in maniera più efficace”.
“Infine il nuovo Regolamento ha recepito la nuova normativa di legge prevedendo per i rifiuti assimilati oltre ai limiti qualitativi già presenti nel vecchio regolamento anche i limiti quantitativi da poter conferire”.
Ma anche su questo punto non sono mancate le polemiche da parte della minoranza e, in particolare, da parte del consigliere Ciangherotti, che ha espresso forti perplessità e ha dichiarato: “Con il termine porta a porta si intende un sistema che preveda in modo rilevante l’utilizzo di sacchi o contenitori destinati alla raccolta domiciliare, a livello di singole utenze o a gruppo di utenze (vedi ad esempio condomini), domestiche, purchè accessibili in modo esclusivo (ed esempio chiave, tessera ecc.)”, ecco, con i nuovi contenitori è chiarissimo che quella presentata non è una ‘raccolta porta-porta’, ma una ‘raccolta stradale’ ad accesso controllato che dovrebbe essere una via di mezzo tra i due sistemi. Ma questo non è contemplato nella Delibera di giunta regionale, ne tantomeno nel Piano d’Ambito. Inoltre sempre una Delibera regionale, dice che, al fine del calcolo delle raccolte differenziate e del tasso di riciclaggio, si parla, seguendo le regole europee, di altre forme di differenziazione proprio per poter valutare la Tari. Questioni tecniche e burocratiche, che però non convincono appieno”.
Approvato anche il bilancio consolidato relativo all’anno 2018, un documento consuntivo di esercizio che vuol rappresentare la situazione economica (patrimoniale e finanziaria) di un gruppo di imprese e viene elaborato dalla società posta al vertice. Per quel che concerne gli enti locali e nel caso specifico, il bilancio consolidato è formulato dal Comune di Albenga e gli altri soggetti che corrispondono agli organismi controllati o partecipati (che secondo la norma di legge devono essere inseriti) che sono SAT e l’Istituto Trincheri.
Sostanzialmente si tratta di un rapporto necessario per capire “lo stato di salute” del Comune, ma che è differente – e nella pratica meno determinante, non essendo autorizzatorio – del bilancio comprendente entrate e spese.
Quel che emerge è che il patrimonio consolidato del comune di Albenga ammonta a 101.800.174 euro per un utile complessivo di 134.451 mila euro.
Afferma Silvia Pelosi assessore al Bilancio: “Il bilancio consolidato è un mero documento tecnico, e non politico. Quello che emerge da quello di Albenga è che il Comune ha un patrimonio solido. Negli anni sono state fatte scelte importanti ed il patrimonio comunale è stato gestito bene. Naturalmente il nostro impegno è quello di continuare in questa direzione e migliorare sempre più la situazione patrimoniale del nostro comune”.
Il bilancio consolidato è stato approvato dalla maggioranza: il consigliere Eraldo Ciangherotti ha votato contro; i consiglieri Gerolamo Calleri e Roberto Tomatis si sono astenuti.
Infine, è stato dato il preliminare assenso da parte dell’amministrazione alla modifica dell’accordo di programma con la società EGES S.p.A. finalizzata a consentire la riconversione delle aree ubicate in reg. Bosco e originariamente destinate dall’Accordo alla realizzazione di un centro per il conferimento, il confezionamento e la commercializzazione di prodotti ortofloricoli all’originaria destinazione agricola.
L’accordo era stato sottoscritto il 20 dicembre 2004 tra il Comune di Albenga e la Regione Liguria con l’adesione della società EGES S.p.A. e in seguito – a regolamentazione dei reciproci impegni – e stata stipulata la connessa convenzione urbanistico – edilizia in data 22 novembre 2005.
Occorre precisare che “l’accordo Eges” è particolarmente complesso e riguarda diverse operazioni pianificatorie che, purtroppo, nel corso degli anni non sono state avviate o portate a termine, in parte per alcune difficoltà della società e, in parte, per il noto cambiamento delle condizioni economiche che ha investito il territorio e in particolare il settore edilizio.
Ecco che i capannoni artigianali siti in Regione Lago dello Scotto sono rimasti incompleti, mentre il terreno in Regione Bosco è rimasto inutilizzato.
Oggi la società chiede sostanzialmente di poter riconvertire detto terreno all’originario uso agricolo perché possa essere acquistato dagli imprenditori agricoli locali che in tal senso hanno da tempo manifestato il loro interesse. Il ricavato potrà consentire a Eges l’ultimazione dei lavori dell’insediamento artigianale sito in Regione Lago dello Scotto e riavviare così l’accordo di programma stipulato anni fa.
Il Comune nella fase interlocutoria precedente alla formalizzazione dell’istanza di modifica dell’accordo è riuscito ad ottenere che la società si facesse carico, oltre alla messa in sicurezza idraulica di rio Carpaneto, rio Ciambellino e rio Acquafredda che oggi versano in condizioni difficili rischiando di esondare in caso di forti piogge, anche dei lavori di spostamento di una condotta acquedosttistica esistente per un ammontare di circa 135 mila euro.
L’accordo che sarà realizzato prevede inoltre lo spostamento del frantoio sito in Regione Carrà e il completamento dell’intervento del villaggio mai terminato situato in zona Enesi (strada per Cenesi) per il quale era stato realizzato dalla Società Eges un tratto di strada fino alla nuova Ortofrutticola.