
In questi giorni è stata pubblicata la sentenza n.179/2019 della Corte Costituzionale relativa ad una vicenda del Comune di Brescia dove si affermano principi di estrema importanza per i comuni italiani (non per niente nella causa originale Brescia aveva dalla sua parte Anci e Legambiente).
La sentenza ribadisce alcuni importanti principi:
a) il potere pianificatorio dei comuni è teso ad integrare gli interessi generali della collettività e non a fare il coordinamento del diritto di edificabilità dei singoli proprietari immobiliari;
b) ogni intervento sul territorio deve tenere conto della crescita armonica e complessiva dello stesso basandosi anche su valori storici,culturali e paesaggistici;
c) in tale ottica è legittimo operare varianti generali che portino ad una complessiva riduzione del suolo destinato ad edificazione in base a principi ormai consolidati,che considerano il suolo bene comune ma in base anche a considerazioni piu’ generali sul cambiamento climatico in atto….
A questo punto cosa vuole fare il Comune di Savona dopo aver approvato la mozione sul clima del Friday for futures e proposta dai verdi tramite l’impegno del PD???
Si vuole continuare a costruire senza una logica modificando il PUC sulla base di progetti privati e nella sola logica di fare cassa con gli oneri previsti e /o contrattare opere pubbliche in cambio dell’intervento previsto?
Si vorrà continuare a progettare l’insediamento privato del Crescent II, della Margonara, della passeggiata di levante fatta a spese dei privati e dei fondi pubblici destinando tutto ad un mero calcolo economico a cui dovremo ormai aggiungere pure l’ex carcere di S.Agostino?
Il centrodestra pare felicemente avviato su quella strada e non crediamo che abbia intenzione di cambiare anche se al suo interno ci piacerebbe sapere dove siano finite tutte le promesse leghiste e di coloro che elaboravano tutto e l’esatto opposto sul tema.
E il centrosinistra? Riusciranno ad assumere PD e il “pulviscolo di partitini alla sua sinistra” una scelta coraggiosa che dica poche cose:
1) il consumo del suolo deve cessare;
2) le scelte urbanistiche devono essere rivolte al recupero edilizio e alla rigenerazione urbana ma esclusivamente nella logica di favorire forme di edilizia popolare,social housing e magari co-housing;
3) una variante integrale al PUC,che restituisca al comune il proprio ruolo di pianificazione urbanistica è ormai ineludibile se non vogliamo affondare nel cemento e soprattutto se si vuole dare concreta attuazione alla mozione sul cambiamento climartico approvata all’unanimità dal consiglio comunale.
Danilo Bruno