
Cairo Montenotte. Sulla privatizzazione dell’ospedale di Cairo e sul ricorso del policlinico di Monza, contro l’affidamento della gestione all’Istituto Galeazzi, cresce l’apprensione dei cittadini. Oggi, a distanza di pochi giorni, è tornato a Cairo l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale per illustrare la situazione ai sindaci e al comitato sanitario, che l’ha accolta con uno striscione su cui c’era scritto “i muri non fanno l’ospedale”.
“Non si tratta di un’impugnativa del bando di gara. L’impianto rimane e i nostri due ospedali (Albenga e Cairo, n.d.r.) sono ritenuti interessanti da parte di due dei principali attori privati della sanità – sottolinea l’assessore – La mia preoccupazione politica era che il bando andasse deserto. Non conosciamo ancora le motivazioni per cui sono state accettate le impugnative sulla parte finale, errori di procedura della stazione appaltante. Siamo pronti a rifare tutto ció che occorre ma non dobbiamo partire da capo. La nostra scelta è quella di non fare ricorsi ulteriori, ma di affidare gli ospedali nel più breve tempo possibile”.
La previsione, secondo là Viale, riguarda il rifacimento di una parte della procedura, e nel giro di tre mesi si dovrebbe arrivare all’aggiudicazione. “Lo slittamento dobbiamo metterlo in conto, ma non è così lungo. L’obiettivo è la gestione privata, rimaniamo neutri rispetto all’aggiudicazione finale. La nostra è una scelta diversa rispetto all’ospedale di area disagiata, come voleva la precedente amministrazione cairese, che avrebbe portato poco di più di cosa esiste ora sul piano dei contenuti, se non che la struttura sarebbe rimasta pubblica”.
Presente all’assemblea anche il consigliere regionale del Pd Mauro Righello: “La sanità ligure ha un passivo di 63 milioni di euro, è quindi evidente che questo schema politico abbia fallito. Non si possono scaricare le colpe sulle Asl, sulla mancanza di medici o le fughe dei pazienti quando la governance della sanità è in mano agli stessi che vogliono manlevarsi dalle responsabilità”.