
Carcare. “Cinque autovelox su sei installati dalla Provincia di Savona sono in Val Bormida e continuerò la mia battaglia per farne eliminare almeno due, ossia quello di Cosseria in località Rossi e quello all’uscita della galleria di Altare lungo la Sp 29”.
Il consigliere provinciale Rodolfo Mirri ha concluso così la sua disamina sull’eccessiva presenza di rilevatori in Valle durante l’assemblea pubblica che si è svolta ieri sera a Carcare. Insieme a lui erano presenti gli avvocati Claudia Olivieri e Roberto Mordeglia (che ha curato il ricorso accettato e contro cui la Provincia è pronta ad andare in appello), il presidente del comitato “No! Non ci sto!” e un rappresentante di Assoutenti.
I dati presentati durante l’incontro parlano di circa tre milioni 882 mila euro incassati dall’ente di Palazzo Nervi, di cui, però, solo poco meno di 400 mila spesi sulle strade valbormidesi. “È inaccettabile che i residenti di questo territorio paghino per il resto della Provincia – sottolinea Mirri – e che, soprattutto, una parte dell’incasso vada a quella di Imperia in quanto ente accertatore”.
Non è mancata nemmeno un’analisi attenta sui limiti di velocità imposti, che cambiano a seconda del tratto dove è presente uno dei cinque autovelox. “La sicurezza dovrebbe essere garantita con dei limiti ben precisi in base al centro abitato o alle strade extra urbane. Invece siamo di fronte ad un’applicazione confusionaria e poco chiara del Codice della strada, probabilmente solo per fare meglio cassa”, ribadisce Caviglia.