
Albenga. “Una straordinaria balla elettorale”. Così Eraldo Ciangherotti, candidato consigliere comunale ad Albenga tra le fila del centro-destra, definisce l’idea “un po’ campata per aria e irrealizzabile, di una nuova società pubblica municipalizzata, magari per far lavorare parenti, amici e amici degli amici”, un’idea “che attesta metodi politici bassamente demagogici”.
Secondo Ciangherotti “in questa campagna elettorale si è parlato molto di persone, ma a sinistra poco di idee e proposte, perché hanno preferito diffondere bugie propagandistiche per mascherare il fatto che, negli ultimi cinque anni, han fatto poco o nulla”.
“I cittadini non vanno presi in giro, va raccontata loro la verità: è infatti impossibile, perché prima di tutto, per legge, ci sono i limiti assunzionali. Il Comune di Albenga per l’anno 2019 può assumere nuovi lavoratori fino a un massimo del 100 per cento della spesa cessata 2018. Vale a dire secondo il criterio del cosiddetto ‘turnover’, cioè un dipendente assunto per ogni dipendente che invece ha cessato di lavorare. Poi, va ricordato che sono sempre in vigore le leggi su concorsi/selezioni pubbliche: non si possono fare assunzioni ‘tramite i servizi sociali’, è un principio costituzionale: e le istituzioni, come il Comune, non possono andare contro la legge, chi ha un minimo di esperienza amministrativa dovrebbe saperlo bene. È possibile però far lavorare le fasce deboli con gli assegni civici, le cosiddette borse lavoro istituite dal sindaco Rosy Guarnieri, ovviamente con importi mensili inferiori a uno stipendio base, proprio perché non sono assunzioni”.
“Gli esempi di Roma e di decine di realtà in Italia, dove le municipalizzate sono diventate purtroppo un poltronificio clientelare ormai ingestibile dovrebbero far riflettere: Albenga non può permettersi di essere ulteriormente limitata o affossata da nuove società che graverebbero sulle tasche dei cittadini ingauni e, alla prova dei fatti, non produrrebbero alcun beneficio al territorio”.