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Economia

Allarme 5G anche nel savonese, Verdi: “Pericolo per la salute dei cittadini”

Più di una preoccupazione sugli effetti della nuova tecnologia

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Allarme 5G anche nel savonese, Verdi: “Pericolo per la salute dei cittadini”
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Savona. In tanti Comuni italiani si discute sul fatto che, avendo il Governo Conte venduto a privati le “bande di frequenza” destinate alla tecnologia 5G (5th Generation), si è pronti ad innalzare i limiti di soglia dell’irradiazione elettromagnetica. Nelle settimane scorse, nella nostra provincia, solo il Comune di Pietra Ligure ha aperto un dibattito sul delicato tema.

“Quale è la posizione degli altri Comuni savonesi?”, chiede il portavoce dei Verdi Gabriello Castellazzi.

La Legge n.36/2001-art.8- parla chiaro: “I Comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”.

“Sono già noti gli effetti biologici dell’elettromagnetismo ad alta frequenza. Effetti che hanno portato la IARC (International Agency for Research on Cancer) a definirlo “possibile cancerogeno”, in quanto le alte frequenze possono alterare in vario modo le cellule con rischi per la salute (rischio di cancro, problemi neurologici, Alzhaimer, infertilità, ecc”.

“Ben 180 scienziati di tutto il mondo hanno chiesto a ONU e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) “una moratoria per l’esecuzione della sperimentazione 5G sino a quando non sia pianificato un coinvolgimento attivo degli Enti pubblici deputati al controllo sanitario ambientale (Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, ISPRA, ARPA e Dipartimenti di Prevenzione), e non siano messe in atto valutazioni preliminari di rischio secondo metodologie codificate per un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari sulle persone esposte, che dovrebbero in ogni caso essere informate dei potenziali rischi”.

“E’ utile ricordare che le alte frequenze sono utilizzate dai sistemi di radiotelefonia e questo rende necessaria l’installazione, nelle aree urbane, di milioni di micro-ripetitori, a causa dei tanti ostacoli alla trasmissione lineare di questo tipo di segnale”.

E Castellazzi aggiunge: “E’ legittimo invocare il principio di precauzione, date le passate esperienze nel campo della prevenzione quando i dati scientifici venivano colpevolmente ignorati . Ad es. l’amianto, che ha provocato decine di migliaia di morti e continua a mietere vittime ovunque, è stato proibito in Italia soltanto nel 1992 , eppure la sua nocività era nota da molto tempo: già nel 1930, nel Regno Unito, ci si accorse di un possibile danno per la salute causato da questa sostanza. Poi negli anni 40 in Germania venne dimostrato scientificamente il rapporto diretto tra l’utilizzo di amianto e il mesotelioma pleurico. Eppure solo l’Islanda, nel 1983, fu il primo Stato a bandirne l’uso. Purtroppo in Italia, a causa di questi ritardi, si devono ancora registrare 3000 vittime ogni anno”.

“Tutti ricordiamo il problema del “piombo” nelle benzine e alcuni micidiali pesticidi che hanno causato tanti morti perchè quando si doveva dare ascolto agli scienziati non venne rispettato il principio di precauzione”.

“Il 5 aprile scorso il Ministro dell’Ambiente del Belgio ha bloccato la sperimentazione 5G perchè “i suoi cittadini non sono cavie”.

“Dati i precedenti, sul principio di precauzione non si può tergiversare: si auspica quindi una moratoria per l’utilizzo del sistema 5G sino a quando non siano chiari gli effetti sanitari sulla salute, soprattutto per le persone più a rischio quali i bambini e donne in gravidanza” conclude il portavoce dei Verdi.

Federico De Rossi
25 Aprile 2019 alle 8:57
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