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Viaggio alla scoperta dei migliori talenti della Viareggio Cup 2019

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

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Viaggio alla scoperta dei migliori talenti della Viareggio Cup 2019
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La 71esima edizione della Viareggio Cup, la manifestazione giovanile più importante d’Italia è stata archiviata. A festeggiare è toccato al Bologna, al suo secondo successo nella storia dopo quello del 1967: nella finalissima giocata a La Spezia i ragazzi di Emanuele Troise hanno avuto la meglio ai calci di rigore sul Genoa, probabilmente la squadra che complessivamente ha mostrato il miglior calcio di tutta la competizione anche perché Primavera 1.

Se i rossoblù emiliani possono ragionevolmente festeggiare un successo arrivato subendo soltanto due reti dagli ottavi di finale in poi, i liguri si consoleranno (nonostante il rammarico) pensando alla grandissima nidiata di talenti che sta crescendo sotto la gestione di mister Carlo Sabatini, il quale subito dopo la finale persa ci ha tenuto a ringraziare i suoi ragazzi per le grandi prove di cuore, grinta e maturità mostrate per tutto l’arco dell’evento. Il tecnico ha parlato di sfortuna e, se come me aveste potuto seguire attentamente tutto lo svolgimento del torneo, potreste facilmente intuirne i motivi.

Contro il Bologna al Genoa (erano presenti in tribuna Preziosi, Zarbano, Perinetti, Donatelli nonchè Luca Chiappino) è senz’altro mancato Denilho Cleonise, il giocatore più impattante di tutta la Viareggio Cup e sicuramente quello in grado più di tutti di guidare la nutrita schiera di giovani talenti capaci di mettersi in mostra in queste ultime settimane. Olandese classe 2001, con una rete ha deciso la semifinale e regalato ai suoi l’atto conclusivo, nel quale però è stato un po’ il grande assente. Cleonise l’esterno sinistro rapido e dal mancino particolarmente tagliente, che si ispira a Gullit è arrivato al Genoa la scorsa estate all’interno di un’operazione di mercato che ha permesso al ds Taldo di strapparlo addirittura all’Ajax, dove il ragazzo era stato accostato dal punto di vista tecnico a Justin Kluivert. In effetti le sue caratteristiche ricordano un po’ il romanista, perché anche lui fa della rapidità e dell’efficacia nell’attaccare gli spazi verticali due dei suoi cavalli di battaglia.

Per capire il motivo di cotanto hype cucito intorno alla sua figura basti pensare che a 16 anni era già sotto la gestione della GEA, una delle agenzie di procuratori più potenti al mondo: la sua ascesa nel vivaio dei Lancieri aveva attirato le sirene di Sporting Braga e Benevento, ma il blitz del Genoa ha sparigliato le carte. A pochi mesi di distanza Cleonise, ha già conquistato tutti e si prepara a diventare l’ottavo olandese della storia a esordire con la maglia della prima squadra.

Non solo Cleonise però. La finale della Viareggio Cup 2019 ha messo in mostra diversi futuri campioni da entrambe le parti. Il grifoncino Nicolò Rovella è indubbiamente uno dei migliori centrocampisti centrali presenti nel campionato Primavera. Giocatore di qualità e di notevole visione di gioco, quest’anno sta confermando quanto di buono fatto durante il suo percorso giovanile nel club ligure.Ex nazionale Under 17, ha sfiorato l’impresa nell’ultimo europeo di categoria, perso sciaguratamente in finale contro l’Olanda. Attualmente fa parte della selezione “Azzurra” Under 18 guidata dal tecnico Daniele Franceschini.

Sempre nel Genoa troviamo ancora l’interessantissimo centrale Fallou Ndjie, un classe 1999 eletto come miglior difensore del torneo e premiato con il riconoscimento “Gianluca Signorini”. Di origine gambiana, è cresciuto nelle giovanili del Chieri e la scorsa estate è andato in prestito all’Arezzo, dove però non ha trovato spazio.Partito da riserva si è gradatamente conquistato un posto da titolare. Lo ricordo bene e l’ho trovato molto migliorato dall’anno scorso quando venne selezionato nella Rappresentativa della serie D.

Più giovane è Flavio Bianchi (classe 2000), punta centrale premiato come Golden Boy, rientrato in Liguria dopo un prestito al Torino, con i granata che non lo hanno riscattato rispedendolo al mittente senza particolari rimorsi. La sua rete ha sbloccato la partita poi persa ai rigori contro il Bologna, un match pareggiato in extremis da Alex Cossalter. L’esterno mancino emiliano è anche uno degli otto capocannonieri della manifestazione, tutti a quota 4 gol. E poco importa l’errore dal dischetto durante l’atto finale, perché questo, anch’egli un 2000, sembra avere davanti un futuro particolarmente radioso.

Nel Bologna giocano anche Thomas Fantoni e Tommaso Cassandro: il primo è un portiere molto promettente, premiato come il migliore dell’intero torneo. Classe 2001, è arrivato al club nel 2017 e ha dichiarato di ispirarsi a David De Gea. Il secondo invece è un centrocampista centrale di 19 anni molto abile in costruzione e tatticamente polivalente, visto che può occupare più zone di campo e spesso viene utilizzato anche come centrale difensivo (premiato come protagonista più concentrato e motivato della finale).

Tra le tante squadre iscritte al torneo anche altri giocatori (ricordando che molti erano assenti per la contemporanea convocazione in Nazionale vedi il portiere Russo ed il terzino Candela del Genoa) hanno spiccato il volo, come ad esempio il granata Vitalie Damascan ritrovato centravanti moldavo sbarcato in Italia nel 2018 come colpo perfezionato da Gianluca Petrachi, ma fino a oggi non era mai riuscito a mettersi in mostra. Le sue 4 reti infondono un po’ di fiducia in vista del futuro, che per il classe 1999 ex Sheriff non potrà che essere nel professionismo. Lo stesso destino toccherà a breve a Cristobal Montiel Rodriguez (detto Tofol) e Federico Pelle, rispettivamente trequartista della Fiorentina e attaccante del Parma. Il primo è uno spagnolo brevilineo e molto abile nel dribbling, già blindato fino al 2023 dai viola, mentre quest’ultimo si è messo in mostra per le sue doti balistiche in fase realizzativa. Entrambi entrano di diritto nella formazione tipo di una Viareggio Cup 2019 sempre molto interessante dal punto di vista dei contenuti.

Dopo Cesare e Paolo sta per arrivare il momento di Daniel, il terzo della dinastia Maldini. Il trequartista classe 2001 veste ovviamente la maglia rossonera e nonostante la giovane età sembra destinato a grandi cose. Grandissima tecnica, importanti capacità balistiche, ottima struttura fisica e intelligenza calcistica fuori dal comune. Le caratteristiche per diventare un grande giocatore ci sono tutte come aveva già dimostrato al Memorial Comparato di Carcare dove ho avuto l’onore di premiarlo dopo averne individuato la valentia calcistica insieme al patron Pizzorno. E’ fresco di convocazione in Nazionale con l’Under 18 e al torneo di Viareggio ha avuto occasione per dimostrare una volta di più il suo repertorio.

Ibrahim Sadiq esterno destro offensivo, classe 2000, del FC Nordsjaelland e un calciatore velocissimo che fa del dribbling la sua arma vincente. Vanta già presenze nel campionato danese e ha già esordito anche nei preliminari di Europa League. Le sue caratteristiche fisiche e tecniche che fanno di lui uno dei prospetti esteri più interessanti del panorama europeo.

Brian Oddei attaccante brevilineo, classe 2002, ha giocato nella primavera del Sassuolo. Può ricoprire sia il ruolo di prima punta che quello di esterno alto. I suoi punti di forza sono la velocità ma soprattutto un piede sinistro come se ne vedono pochi nella sua categoria. Sicuramente il vivaio nero verde è il luogo ideale per poter far crescere ancora il ragazzo.

Così come Drissa Camara attaccante classe 2002, che gioca nella primavera del Parma. In questa Viareggio Cup ha messo a segno ben 4 gol. Nonostante sia un ragazzo di soli 17 anni spicca per la sua freddezza sotto porta e per la maturità calcistica che dimostra in mezzo al campo. I gialloblù si ritrovano nel vivaio un giocatore di sicuro avvenire.

Christian Koffi esterno della Fiorentina classe 2000. E’ arrivato la scorsa estate dalle giovanili del Monaco. Una vera e propria freccia. Con la maglia viola, per le capacità di dribbling e soprattutto per la capacità di partire in accelerazioni fulminanti ricorda tantissimo Juan Cuadrado. ed infine Mattia D’Agostino punta dell’Ascoli, classe 2000. Sinistro naturale, veloce e bravo nel saltare l’uomo. Affronta il torneo dopo la rottura del crociato, ma dimostra subito di non aver risentito dell’operazione. Nella prima partita del torneo contro l’UYSS New York, infatti, mette a segnodue gol e un assist. La società marchigiana potrebbe avere tra le mani un futuro talento.

E’ proprio un vero peccato che il contorno non abbia reso onore a questi ragazzi, costretti a giocare su campi martoriati con tribune in parte inagibili, perché quello che una volta era considerato uno dei tornei giovanili più importanti a livello mondiale oggi è diventato quasi un fastidio per molte società italiane, costrette a snobbarlo per concentrarsi su altre manifestazioni meglio organizzate.

Non è certo un caso infatti che tra le 60 squadre partecipanti alla Coppa Carnevale fossero assenti la Juventus, ancora la Lazio (ultima partecipazione nel 2014) oltre alla Roma, al Napoli e all’Atalanta. Già, perché il vero verdetto scaturito da quest’ultimo Viareggio è lo stesso che ripetiamo da anni: l’Italia delle infrastrutture deve ancora crescere molto, soprattutto se si vuole provare a riacquistare credibilità a livello sportivo.

Christian Galfrè
29 Marzo 2019 alle 19:50
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