
Albenga. “E perché non farla diventare un parco dove si faccia jogging e bird watching, invece di un triste laghetto di pesca sportiva addirittura esteso ai bambini?”. La Protezione Animali savonese risponde al candidato sindaco di Albenga Diego Distilo.
L’associazione è “delusa dalla sua proposta di utilizzo della foce del Centa” e, senza entrare nel dibattito politico delle imminenti elezioni, Enpa ricorda che “proteggere l’ambiente ligure rende molto di più, in termini di turismo e promozione dell’economia locale, del suo sfruttamento per caccia e pesca. Lo dimostra ad esempio il finalese, frequentato da escursionisti, speleologi, biker e rocciatori, che portano ricchezza e posti di lavoro, invece di un dannoso sfruttamento per caccia e pesca, come sta invece accadendo per la pesca cosiddetta ricreativa in molti comuni della Valbormida”.
“E si augura che il giovane Distilo, autoproclamatosi ‘pieno di idee e disinteressato alle sterili polemiche’ proponga iniziative che rispettino l’ambiente e gli animali, anche quelli che non miagolano o cinguettano’. La foce del Centa è un ambiente unico dove vivono o sostano decine di specie animali, sia volatili e mammiferi che pesci, che potrebbero attirare molte più persone dei pescatori, non per ucciderli ma ad osservarli, magari in percorsi educativi e capanni di osservazione che insegnino ai giovani a rispettarli ed amarli ed attirino un turismo responsabile che, come ovunque dimostrato, alimenta fortemente l’economia locale molto di più di un negozietto di articoli da pesca”.
La risposta di Distilo non si è fatta attendere: “Ringrazio di cuore l’Enpa per aver ricordato quello che noi pensiamo, ovvero che gli animali vanno tutelati. Si questo siamo d’accordo. Di fatto la pesca sportiva prevede il rilascio del pesce preso, quindi evitiamo sterili polemiche che a nulla servono (se non a provare a portare consensi verso altri, chissà). Inoltre il problema che abbiamo in città è molto più grande: perché Enpa non si fa promotrice di un progetto per la gestione della foce in modo da toglierle di mano quel luogo ai delinquenti? È facile criticare chi progetta ma sarebbe più bello proporre idee. Fin dalle scuole elementari, quando la maestra dava un problema da risolvere, non si proseguiva con il commento del problema ma con la parola ‘risolvo’. Quindi invece di controbattere portate soluzioni”.