
Regione. “Momento di stagnazione dell’Italia dove, nell’ultimo anno, sono positivi solo gli acquisti alimentari, in controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori: la produzione industriale agroalimentare fa segnare un aumento dello 0,5 per cento nel mese di gennaio 2019”.
Lo fanno sapere da Coldiretti, da cui hanno proseguito: “L’accelerazione economica tanto auspicata è però vista come un’opportunità del 2019, nonostante il tiepido inizio di questi primi mesi, dove i rincari hanno fatto registrare un generalizzato calo nei consumi, ad eccezione solo del settore alimentare. il risultato positivo è sostenuto dall’aumento degli acquisti alimentari 2,3 per cento trainato dai discount che mettono a segno un record del +6,2 per cento”.
“L’agroalimentare – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 244 miliardi e la crescita dei consumi nel settore dimostra come non si rinunci a spendere per avere cibo di qualità. Questo importante risultato non deve essere vanificato dall’aumento dell’Iva riguardante beni di prima necessità, che nella nostra regione colpirebbe soprattutto il settore ittico, dove l’Iva del pesce fresco, ad oggi al 10 per cento, aumenterebbe ulteriormente mentre per astici, aragoste e crostacei in generale, considerati un bene di lusso e con Iva già al 22 per cento, si arriverebbe a cifre proibitive”.
“L’aumento rischierebbe di allontanare il consumatore dai prodotti locali della nostra terra e dal nostro pescato a miglio zero, garantito e tracciabile, facendo ripiegare la scelta del consumatore su un prodotto a prezzo più basso ma di diversa qualità e, per quanto riguarda il pesce, di inferiore freschezza provenendo anche da paesi esteri”, hanno concluso.