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Politica

Bollette Tari, il Meetup Ceriale in Movimento attacca: “I crediti prescritti siano stralciati dal Comune”

"Bisogna evitare di minare la fiducia che i cittadini ripongono nell'Ente ed evitando anche possibili contenziosi in cui il Comune sarebbe soccombente"

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Bollette Tari, il Meetup Ceriale in Movimento attacca: “I crediti prescritti siano stralciati dal Comune”
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Ceriale. “Ringraziamo il Sindaco che si è preso l’onere di fare chiarezza riguardo i solleciti inviati ai cittadini in riferimento a bollette per le quali è sopraggiunta la prescrizione e quindi facenti parte di crediti non più esigibili e confidiamo che verranno adottati gli opportuni correttivi a tutela dei cittadini”. Così il Meetup Ceriale in MoVimento torna sull’argomento delle richieste di pagamento della Tari arrivate a molti cittadini nelle scorse settimane e precisa che “per evitare qualunque forma di equivoco” è stata fatta “una disamina legale/giurisprudenziale della questione in modo da fugare qualsiasi dubbio e/o accusa”.

“Il comma 5 dell’art.230 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) recita: ‘lo stato patrimoniale comprende anche i crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, sino al compimento dei termini di prescrizione’. In base all’art.179 del TUEL in sede di accertamento dei residui attivi vanno verificati gli elementi essenziali dei crediti per stabilirne l’esigibilità. Tra gli elementi essenziali vi è la scadenza, di conseguenza i crediti per cui è sopraggiunta la prescrizione non essendo più esigibili vanno stralciati dai residui attivi. La Cassazione si è espressa a suo tempo sull’esigibilità del canone idrico entro e non oltre il termine di prescrizione quinquennale: ‘il diritto della P.A di ottenere il corrispettivo in dipendenza dell’utilizzazione di acqua pubblica è soggetto alla prescrizione quinquennale prevista dall’art.2948 c.c applicabile a detti canoni in quanto prestazioni periodiche che, pur essendo tra loro autonome, si ricollegano ad un’unica causa debendi a carattere continuativo” (Cass.Civ.5948/81-Cass Civ.422/80 e altre)” spiegano dal Meetup.

“Gli atti idonei ad interrompere la prescrizione devono avere i requisiti stabiliti dall’art. 2943 c.c., di conseguenza perché un atto abbia efficacia interruttiva della prescrizione deve presentare, oltre all’elemento soggettivo (chiara indicazione del soggetto obbligato), l’elemento oggettivo, consistente nell’esplicazione di una pretesa e nella intimazione o richiesta scritta di adempimento, idonea a manifestare l’inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto indicato, con effetto sostanziale di costituirlo in mora. Il requisito oggettivo non è ravvisabile in semplici sollecitazioni prive del carattere di intimazione e di espressa richiesta formale al debitore. In conclusione i crediti prescritti, in base alle leggi nazionali vanno eliminati dal bilancio e ovviamente non più richiesti ai cittadini. Prendiamo atto che in quanto dichiarato alle testate giornalistiche il primo cittadino dimostri di non conoscere che in base alle norme del TUEL (D.lgs. 267/2000) e dell’allegato 4/2 del D.Lgs. 118/2011 prevedono lo stralcio dei crediti trascorsi 3 anni dalla scadenza per essere inseriti in apposito elenco allegato al rendiconto fino alla prescrizione degli stessi, dopo la prescrizione andrebbero riportati nelle scritture patrimoniali” aggiungono i pentastellati carialesi.

“E’ utile e doveroso quindi precisare che la facoltà del cittadino di far valere la prescrizione è necessaria come strumenti di difesa se vi è un’ingiusta pretesa da parte del creditore o presunto tale, tuttavia il primo cittadino dovrebbe occuparsi non di come il contribuente si possa difendere ma fare in modo che l’Ente che amministra prevenga queste situazioni operando come prescritto dalle norme stabilite nel TUEL e dalle altre norme che regolano le attività dell’Ente. Noi riteniamo che la Pubblica Amministrazione debba operare in modo da evitare cheil cittadino sia costretto a doversi difendere dalla stessa, questo significa operare al servizio dei cittadini e non contro o con prevaricazione, questa è la nostra visione della Pubblica Amministrazione ed in questo senso avremmo gestito l’Ente. Sull’operato dell’ente spiace comunque ricordare che, nonostante la Circolare N. 1/2017 del MEF in cui chiarisce la corretta applicazione della quota variabile relativa alla TARI, i contribuenti che hanno inoltrato correttamente richiesta di rimborso non lo abbiano ancora ottenuto. E’ molto chiaro che hanno versato più del dovuto a causa di un errore relativo al calcolo della quota variabile, riteniamo questo atteggiamento dell’Ente scorretto e distante anni luce dagli interessi dei cittadini. Quanto ancora devono aspettare per essere rimborsati i cittadini che hanno ingiustamente versato più del dovuto?
Spiace anche leggere il primo cittadino accusare i contribuenti presunti morosi come colpevoli a prescindere ed immolarsi in una difesa dei dipendenti comunali nonostante non siano assolutamente stati attaccati dalla nostra nota, dipendenti ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà, consapevoli delle difficoltà dovute, soprattutto ma non solo, alle carenze di organico a causa di anni di blocco del turnover e difficoltà economiche dovute al patto di stabilità. Noi ci dissociamo da chi facendo tali affermazioni dimostra esser egli stesso a pensare che l’inefficienza della macchina comunale non può che essere imputabile unicamente all’operato dei dipendenti e vuole scorrettamente tentare di proiettare questo modo di pensare su di noi, che al contrario pensiamo che l’inefficienza spesso è questione organizzativa e/o di indirizzo, temi sui quali i dipendenti non hanno nessuna responsabilità.
Abbiamo già scritto e ribadiamo con ancora più forza che riteniamo i dipendenti del comune stiano facendo il loro meglio e non nutriamo nessun dubbio in merito, iniziamo ad avere dubbi sugli amministratori eletti che in questo caso come in altri dimostrano di non conoscere le norme che regolano l’attività dell’ente che sono chiamati ad amministrare. Auspichiamo quindi che, in ottemperanza alle norme citate, i crediti prescritti e quindi non esigibili vengano al più presto stralciati prima ancora che i cittadini facciano rilevare la sopraggiunta prescrizione e che i contribuenti che hanno richiesto il rimborso di quanto ingiustamente versato relativamente alla TARI possano vedere riconosciuto quanto dovuto, evitando in questo modo di minare la fiducia che i cittadini ripongono nell’Ente ed evitando anche possibili contenziosi in cui il Comune sarebbe soccombente” concludono dal Meetup Ceriale in Movimento.

Olivia Stevanin
8 Marzo 2019 alle 10:42
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