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Piantata in asso?

Per un Pensiero "Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

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Piantata in asso?
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“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito”. Forse questo pensiero di Antoine de Saint-Exupéry, divenuto famoso per il suo racconto “Il piccolo principe”, avrebbe potuto consolare Arianna, ma prima è opportuno narrarne le vicende successive alla morte del fratellastro.

Arianna sa bene che non potrà rimanere sull’isola, ha tradito la sua famiglia, i genitori ed il fratellastro contribuendo alla sua morte, ha fatto sì che un principe straniero infrangesse la volontà del re di Creta, si è tagliata ogni ponte alle spalle, non le resta che il suo amore per Teseo e la speranza dello stesso sentimento del principe per lei. I marinai del principe greco stanno approntando la nave per il ritorno mentre Teseo ed Arianna si sono allontanati lungo la spiaggia, eccoli fermi in una piccola baia ombrosa e nascosta al resto del mondo. I due giovani si tengono le mani guardandosi profondo negli occhi, la giovane principessa non ha ancora conosciuto uomo, un poco è spaventata ma l’attesa del momento è più forte della paura; il principe Teseo la ama e la desidera, è bello, giovane e forte, il suo coraggio ha vinto anche il mostro di Creta, tutto concorre a che il destino si compia.

L’amore che unisce i due giovani sembra il preludio ad una vita di gioia e prosperità, lasceranno insieme l’isola ed Arianna sarà sposa e quindi principessa di Atene, la vita le sorride dal volto del suo amato. Di lontano voci concitate li chiamano, Minosse ha scoperto l’accaduto e sembra pronto ad ottenere vendetta, Teseo sarebbe sicuramente disposto a combattere, Arianna ne è certa, è solo per amore di lei che si lascia convincere a mollare velocemente gli ormeggi e prendere il largo verso la sua amata patria. Anche il vento sembra propizio, il cielo è terso ed il mare scivola veloce sotto la chiglia lasciando appena una traccia spumosa a scomparire verso sud. Purtroppo la partenza così rapida non ha lasciato tempo alla ciurma greca per rifornirsi adeguatamente di scorte alimentari e di acqua così come ha interrotto il preludio all’amore dei due giovani.

Mentre prosegue il viaggio più volte lo sguardo di Teseo incrocia quello dei fanciulli e delle fanciulle che, grazie a lui, stanno facendo ritorno incolumi alle proprie case, è evidente l’adorazione che abita i loro cuori, tutti vorrebbero in qualsiasi modo poter ripagare il suo eroismo, ma la presenza di Arianna ne frena inevitabilmente le azioni. Poco oltre la metà del tragitto verso il Pireo, la nave incrocia le coste dell’isola di Nasso, sembra il momento ideale per una sosta che permetta ai marinai di fare scorta di acqua e frutta, Teseo ordina l’approdo e, mentre i suoi sudditi riforniscono l’imbarcazione, decide che è il momento di concludere quanto interrotto sulle coste di Creta.

I due giovani si allontanano indisturbati e, trovato un angolo ombroso dove il prato si mostra perfetto giaciglio, danno espressione al loro desiderio. Le fatiche dell’amore sembrano provare più la giovane Arianna del suo focoso compagno, oppure sono altri progetti che abitano già il cuore dell’eroe a risvegliarlo prima della sua compagna, quello che è certo è che, ancora una volta Teseo non si mostra né onesto né coraggioso: senza produrre alcun rumore scivola via del luogo ancora tiepido dell’amore recentee, senza più voltarsi, appena gli è possibile, si lancia in una corsa vigliacca fino a raggiungere i compagni già pronti per la partenza. Nessuno osa contraddire il principe quando ordina di lasciare la baia in tutta fretta e così la nave velocemente prende il largo senza attendere l’arrivo di Arianna.

La povera fanciulla, al proprio risveglio, non trova più l’uomo che per primo le ha insegnato le gioie dell’amore, lo stesso che le sta ora regalando anche le prime terribili sofferenze. Raggiunta la spiaggia della piccola baia non può che osservare la nave farsi sempre più piccola verso l’orizzonte. Se l’incolpevole fratello poteva essere definito un mostro, quale termine sarebbe più idoneo per rappresentare degnamente l’eroe ateniese? Che triste storia, un dio ed un re si sono rivelati spregevoli ed egoisti, mossi dal solo desiderio di potere, due donne, madre e figlia, si sono perse per amore e desiderio, ma solo perchè, incolpevoli ed appassionate, si sono date a maschi orribili, l’unico essere maschile capace di un sentimento femminile, non la brama di potere ma il desiderio di amore, ha deciso la propria morte.

Ma è possibile che solo l’egoismo e la crudeltà siano le regole della vita? Non esiste una qualche giustizia divina o terrena che possa porre rimedio a tanto dolore? La giovane principessa si scioglie in un triste canto invaso di singhiozzi e lai ma nessuno la può sentire abbandonata sola sull’isola. A noi non resta che chiarire ai nostri lettori che l’evento, come spesso accade distorto nel tempo, racconterà di come chi abbandona in modo tanto sconveniente stia “Piantando in Nasso” chi non lo merita, ma poiché pochi conoscono la vicenda che ha dato origine all’espressione in oggetto, questa è divenuta “Piantare in asso”, frase che, a dire il vero, non ha nessun significato.

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì.
Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.
Clicca qui per leggere tutti gli articoli

Ferruccio Masci
13 Febbraio 2019 alle 8:58
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