
Savona. Dal 2 gennaio 2019 anche l’Italia deve adeguarsi alla normativa europea riferita agli esami di guida per le patenti A, A1 e A2 che modifica alcuni criteri come l’innalzamento della velocità minima (da 30 a 50 km/h) e un tempo limite per l’esecuzione di due esercizi di guida.
Nel dettaglio, le novità riguardano la prima prova, necessaria a valutare le capacità di equilibro, nella quale l’esaminando dovrà effettuare a velocità ridotta uno slalom tra i coni, poi una curva precisa attorno ad un birillo, infine, passare attraverso un corridoio largo 1.3 metri, in un tempo non inferiore a 15 secondi. Ma anche la seconda prova prevede delle modifiche con lo svolgimento di un percorso a ostacoli e una frenata in uno spazio delimitato, con a disposizione un tempo massimo equivalente a 25 secondi.
A variare sono anche le regole strutturali dell’area che ospiterà gli esami di guida per i motocicli. Secondo la normativa, “i percorsi […] devono essere asfaltati e in condizioni tali da non creare pericolo per l’incolumità dei candidati. Non potranno, dunque, essere sostenute prove d’esame su percorsi sui quali siano presenti, ad esempio, buche, radici di alberi emergenti dall’asfalto o, nell’area di scartamento ostacolo e di frenata in spazio delimitato, tombini eccetera”.
Le piste dovranno avere dimensioni nettamente superiori ai percorsi tradizionali, con circa 90 metri di lunghezza per 13 m di larghezza, misure non indifferenti in territorio ligure. In Savona, la Motorizzazione non ha ancora a disposizione un campo idoneo che soddisfi i vari requisiti. Finale Ligure ha già riscontrato difficoltà nel reperimento di un’area adatta per il vecchio percorso d’esame, ma i problemi si ritrovano anche in città come Alassio e Pietra Ligure. A causa di questo rallentamento, i primi esami con il nuovo metodo non sono ancora stati sperimentati in Savona e provincia.
Difficoltoso è anche ottenere il permesso di tali campi, che spesso sono comunali o privati e richiedono periodicamente interventi di messa in sicurezza, come l’asfaltatura o il livellamento di tombini.
A seguito della nuova direttiva, alcuni cambiamenti dovranno essere compiuti anche dalle autoscuole, che dovranno adattare le proprie lezioni al metro di giudizio della nuova prova d’esame, di per sé non estremamente complessa e differente dalla versione precedente, ma con tempi prefissati, che risultano particolarmente determinanti.
Il nuovo sistema richiede all’esaminando maggior agilità, migliore padronanza del veicolo, e di conseguenza maggior sicurezza per le strade, tuttavia ad oggi la mancanza di un’infrastruttura necessaria per svolgere le prove di guida non favorisce le condizioni preliminari per la preparazione opportuna del nuovo esame.