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Cronaca

Auto di lusso rubate e documenti falsi: Di Giovanni fa scena muta dal gip fotogallery

E' finito nei guai nell'indagine della polizia insieme ad altre 10 persone

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Savona. Per il momento ha preferito fare scena muta davanti al gip. Questa mattina Carino Di Giovanni, 38 anni, di Bordighera, arrestato nell’ambito dell’indagine della polizia su un giro di vendita di auto di lusso rubate e documenti falsi, si è presentato davanti al giudice Fiorenza Giorgi per l’interrogatorio di garanzia, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Non è da escludere che, nelle prossime settimane, una volta che il suo legale, l’avvocato Antonio Nocito, avrà esamiato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere (600 pagine), Di Carino chieda di essere ascoltato dal pm Massimiliano Bolla che ha coordinato l’indagine.

Secondo gli inquirenti Di Giovanni era la mente dell’attività illecita, portata avanti grazie alla collaborazione della sua compagna lituana, Lina Naceviciute (finita ai domiciliari), che sarà interrogata martedì prossimo, e di altre nove persone (un decimo provvedimento non è stato eseguito perché il destinatario si trova in Brasile) colpite da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La tesi degli inquirenti è che il gruppo vendesse auto di lusso, rubate all’estero, a italiani facoltosi che potevano così aggiudicarsi una Porsche a cifre che oscillavano tra i 30 e i 50.000 euro. Mentre per gli stranieri proponeva documenti falsi a poco più di duemila euro, soprattutto patenti straniere che poi, un anno dopo, potevano essere convertite in quella italiana. E per farlo si affidava a veri e propri “procacciatori”.

Nei guai, oltre a Carino Di Giovanni, sono finiti la compagna lituana Lina Naceviciute, Francesco Ielo, 65, di Albenga, Carino Buttu, 41, di Albenga, Emilio Edison Grasso, 50, di Pietra Ligure, Ligure, Giovanni Abbate, 53, i lituani Deimantas Jusk Evicius, 38 e Andrej Pismenyi, 35, Cristian Schifano, 38 di Albenga, Domenico Marziano, 75, di Sanremo, Matthew Scuffi, 32, di Albenga, questi ultimi tre ai domiciliari.

Olivia Stevanin
19 Gennaio 2019 alle 19:35
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