
Cosa dirà la gente (Hva vil folk si)
di iram Haq, con Maria Mozhdah, Adi Hussain – Norvegia/Germania/Svezia 2017, 106’
ven 4 maggio (18.00 – 21.15)
sab 5 maggio (17.30 – 20.30 – 22.30)
dom 6 maggio (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30)
lun 7 maggio (15.30 – 20.30)
Oslo, la sedicenne Nisha vive una doppia vita. A casa con la sua famiglia è la figlia pakistana perfetta, ma quando è fuori con le sue amiche, si trasforma in una tipica adolescente norvegese. Un giorno viene sorpresa dal padre a letto con il suo fidanzato, e, a quel punto, i mondi separati della ragazza entrano brutalmente in conflitto fino al suo trasferimento forzato in Pakistan…
“Cosa dirà la gente” mette in scena perfettamente il contrasto culturale e sociale tra l’occidente e l’oriente. Il ruolo famigliare, centrale nel film, si mostra il contrario di ciò che dovrebbe in realtà essere secondo la società e cultura occidentale: non è un nido d’amore, un luogo di protezione per Nisha, ma tutt’altro, è una prigione che non le permette di vivere come vorrebbe e come dovrebbe. Il rapporto della protagonista, interpretata da una bravissima ed emergente Maria Mozhdah, con suo padre, interpretato da Hadil Hussain, è tangibilmente morboso e paradossale. Il genitore, rigido e severo nelle sue concezioni culturali, dimostra un amore malato verso una figlia che, pian piano, vede scivolare via anche quella libertà di pensiero che porta questi paesi a creare una forte gerarchia anche, e soprattutto, in base al sesso. La donna non ha potere, non sceglie ed è sottomessa. Il film racconta un singolo episodio che, tuttavia, è manifesto di molti altri che quotidianamente accadono nel mondo. La regia emozionale di Iram Haq ci ricorda quanto il suo lavoro sia vicino alla sua esperienza privata: “non sapevo come raccontare questa storia e ho voluto attendere di avere il coraggio per poterlo fare. Questo film è molto ispirato alla mia esperienza, ma non interamente. Purtroppo questa vicenda, ancora reale al giorno d’oggi per numerose ragazze in Norvegia e altrove nel mondo, parla di controllo sociale, dell’essere intrappolati in ciò che gli altri pensano e sentono e le conseguenze su di te. Al tempo stesso è la storia d’amore tra un padre e una figlia in conflitto perché appartengono a due mondi differenti”.