
Savona. Nel settembre scorso era finito in carcere con l’accusa di stalking nei confronti della madre. Per quella vicenda, questa mattina, un ventinovenne, E.B., originario di Cuneo, ma residente ad Alassio, è stato giudicato con un rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia psichiatrica.
E.B. è stato giudicato capace di intendere e volere e, di conseguenza, imputabile. Alla fine il giudice Alessia Ceccardi lo ha condannato ad un anno di reclusione (il pm aveva chiesto una pena di sedici mesi di reclusione) senza sospensione condizionale della pena.
Il ventinovenne doveva rispondere dell’accusa di essersi presentato, in due occasioni, a casa della madre nella zona di Pietra Ligure per chiedere del denaro con toni minacciosi. Spaventata, la donna aveva chiesto aiuto ai carabinieri per poi essere accompagnata in ospedale per un grave stato di ansia. Di qui l’accusa di stalking per il figlio.
Da parte sua il giovane, che era assistito dall’avvocato Camilla Fasciolo, ha cercato di giustificarsi spiegando di aver cercato la madre perché si trovava in una situazione di grave difficoltà e non sapeva cosa fare.