
Albenga. “Invitare i turisti a non venire in Riviera per evitare code è stato un fatto gravissimo. Autostrada dei Fiori, una delle più care d’Italia, e Autostrade per l’Italia devono chiedere scusa agli operatori turistici e a tutti i liguri di Ponente per questo scivolone”. E’ la richiesta avanzata da Eraldo Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ad Albenga e consigliere provinciale.
Il riferimento è al messaggio diramato ieri da Società Autostrade per l’Italia in cui si invitavano gli utenti a “evitare di mettersi in viaggio” verso il ponente ligure “se non strettamente necessario”. Un messaggio in cui si citava anche Autostrada dei Fiori (azienda che ha in concessione il tratto in cui è avvenuto l’incendio del pullman in galleria a causa del quale è stato diramato il messaggio), particolare che ha finito per mettere sul banco degli imputati entrambe le società.
“Per l’economia della Riviera il turismo è una voce fondamentale – fa notare il politico ingauno – chiedere ai possibili turisti di non venire in Riviera, oltretutto all’inizio di un lunghissimo ponte caratterizzato dal bel tempo è un fatto gravissimo. Piuttosto che chiedere ai turisti di non venire in Riviera le concessionarie avrebbero atto meglio a potenziare le squadre di tecnici per risolvere in tempi brevissimi il cantiere di ripristino della galleria danneggiata dall’incendio del pullman di studenti avvenuto venerdì mattina”.
“Bene ha fatto il presidente della Regione Giovanni Toti a indignarsi e a replicare alle farneticanti dichiarazioni di Autostrade – sostiene Ciangherotti ricordando le durissime dichiarazioni del governatore ligure – ma credo sia importante che un segnale forte venga anche dai Comuni della Riviera. Chiedo a tutti di unirsi per verificare la possibilità di chiedere un risarcimento danni”.
“Le parole non bastano per condannare l’incapacità e l’arroganza di chi gestisce un bene pubblico dato in concessione. E’ ora di dire basta ai prenditori e di ricominciare a dare spazio a imprenditori veri, seri, capaci e non arroganti” conclude.