
Liguria. Resta alta la preoccupazione della Cgil ligure e savonese sul processo di privatizzazione della sanità ligure che coinvolgerà direttamente tre ospedali del ponente ligure, Bordighera, Albenga e Cairo Montenotte. Il bando e la linea di indirizzo adottata dalla Regione Liguria non piace al sindacato che teme esuberi e tagli nei servizi sanitari. E ribadisce la necessità di un confronto immediato con l’ente regionale, con la Cgil pronta alla lotta per tutelare i lavoratori del comparto sanitario e l’assistenza sanitaria pubblica.
Prosegue il percorso della Regione Liguria di “rinnovamento” della nostra sanità. Mentre i pronto soccorso dei principali ospedali cittadini continuano ad affrontare le ormai consuete difficoltà, la Regione si dimentica che, in tutte le regioni più evolute, prima di aprire a soggetti privati le porte di casa, si interviene sul sistema pubblico per renderlo forte e funzionale, come avvenuto nelle regioni citate da esempio dall’assessore Viale ovvero Toscana ed Emilia Romagna; qui invece si stanziano 385 milioni di euro per affidare ai privati gli ospedali di Cairo, Albenga e Bordighera come antipasto, per poi allargare a tutta la regione il processo di privatizzazione passando ovviamente per Genova attraverso il futuro ospedale degli Erzelli e magari la dialisi di San Martino.
“Operazioni che non sono di integrazione del pubblico, ma in realtà di sostituzione del pubblico, confermando come la strategia principale della Regione e del suo Assessore, la vicepresidente Viale, sia l’affidamento ai privati della nostra sanità e non di programmazione e successiva integrazione, compiendo una scelta ormai chiara e pericolosa. In questo modo si continuano ad ignorare i nuovi bisogni dei cittadini, non si interviene sulla territorialità e si causano esuberi tra i lavoratori degli appalti”
“Non è più rinviabile il confronto con il presidente Toti e l’assessore Viale con Cgil Cisl Uil perché le risposte servono subito ed in modo chiaro”.
“Il sindacato intraprenderà ogni possibile strada utile ad arginare un disegno di sanità che, allo stato attuale, è inadeguato e continuerà a difendere le condizioni dei lavoratori che ogni giorno cercano di dare dignità e funzionalità ai servizi socio sanitari della Liguria”.