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Circolo ARCI
Poesia senza fine (Poesía sin fin)
di Alejandro Jodorowsky, con Adan Jodorowsky, Pamela Flores, Brontis Jodorowsky, Alejandro Jodorowsky – Cile/Francia 2016, 128′
mar 20 marzo (15.30 – 21.15)
Santiago del Cile, al debutto degli anni Cinquanta. Alejandro Jodorowsky ha vent’anni e il desiderio di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell’ennesima riunione di famiglia, il giovane recide l’albero genealogico e ripara in una comune di artisti avanguardisti per coltivare finalmente il desiderio ardente. Alejandro farà la sua rivoluzione culturale…
A 87 anni Alejandro Jodorowsky, scrittore, fumettista e regista di classici come “El Topo” e “La Montagna Sacra”, regala al pubblico un film meraviglioso pieno di emozioni. “Poesia senza fine” è il secondo capitolo autobiografico dell’artista di origini cilene e comincia proprio dove si interrompe “La danza della realtà”, cronaca dell’infanzia dell’autore. Immerso nel mondo artistico e bohémien dell’epoca, Jodorowsky fa la conoscenza di Enrique Lihn, Stella Diaz, Nicanor Parra e tanti altri promettenti, e ancora anonimi, giovani poeti che in seguito sarebbero diventati i maestri della moderna letteratura latino-americana. Circondato dalla sperimentazione poetica, vivrà una vita come pochi hanno osato vivere: sensualmente, autenticamente, liberamente, follemente. Il film prosegue il racconto giocoso e caricaturale dell’esistenza di Jodorowsky, inventando e reinventando un altro cinema, personale e senza limiti. Un cinema taumaturgico abitato da creature fantastiche che sembrano fuggite dall’immaginario felliniano. Perché per l’autore l’immaginario è nostro amico e aiuta a riconciliarsi col dolore. “Poesia senza fine” è un’ode alla vita che fa ridere e piangere. Teatrale e frontale nei suoi quadri fissi, danza coi ricordi reali e immaginari, divorando la paura, conciliando quello che è inconciliabile. Sesso, amore, amicizia, passione, famiglia, religione, morte, tutto quello che costituisce un’esistenza, si ritrova raccontato da Jodorowsky con quel suo linguaggio surreale e quella vena ironica che da sempre incanta e ipnotizza.