
“Rosso Pistacchio” è la rubrica di Marzia, che ama definirsi “una truccatrice struccata”. Uno spazio al femminile dal taglio volutamente “leggero” in cui parlare a 360 gradi di tutto ciò che ruota intorno alle donne. In salsa savonese, naturalmente, e con le illustrazioni create “ad hoc” da Giusy Ghioldi.

Non è un uomo di quelli che sa dire ti amo. Non lo è mai stato.
Neanche quando ci siamo conosciuti alla festa in piazza e mi ha fatto l’occhiolino. Nemmeno allora è stato mai sdolcinato. Nemmeno quando mi ha spinto al muro, dietro alla baracca dello zucchero filato e mi ha baciata. Dio mio, come mi stringeva! Dopo quel bacio mi ritrovai i suoi polpastrelli tatuati di viola sul mio braccio. Lo presi come un marchio d’amore.
Non è un uomo di quelli che si perde in parole, non lo è mai stato.
Diceva poche cose, cose forti, cose che mi facevano tremare i polsi e formicolare le pelvi. “Sei mia” , “Mi appartieni”, “Non puoi lasciarmi”. E io sua mi ci sento davvero. Completamente. Totalmente.
Non è un uomo di quelli che si spreca in dolcezze. Non lo è mai stato.
Neanche quando facevamo l’amore. Neanche la prima volta. Ha spinto con forza sbuffando rabbioso come ho visto fare solo a certi tori con le giumente. Mi ha fatto male, è vero. Ma lui è fatto così. Quel giorno mi lasciò sul grembo un melograno maturo. Era fatto così. Niente fiori, niente anelli, niente cene fuori. Mi portava mandarini freschi, le noci più profumate, il melograno più grande.
Non è un uomo di quelli che sa chiedere scusa. Non lo è mai stato.
Neanche la prima volta che gli è scappato uno schiaffo. Neanche la prima volta che lo ho trovato grugnire tra le cosce della vicina. Neanche la volta che ha detto “Troia” a nostra figlia. Fa le cose a modo suo. Si siede a tavola. Con il coltello a serramanico incide il melograno, lo squarcia a metà con un colpo secco, e con la punta del coltello seleziona uno per uno tutti i chicchi di rubino. E mi imbocca. Io apro la bocca e ingoio, cercando di non curarmi dei rivoli di succo amaranto che mi colano sul collo, degli schizzi cremisi che macchiano per sempre la tovaglia di fiandra del corredo. Ingoio. Perchè so che così lui chiede scusa. E il melograno nemmeno mi piace.
Non è un uomo di quelli che sanno fermarsi. Non lo è mai stato.
Neanche quando arrivò al matrimonio completamente ubriaco e profumato di femmina. Neanche quando portò nostro figlio quindicenne a diventare un uomo in quella casa. Neanche oggi.
Sdraiata sul pavimento, mi vedo riflessa nello specchio del forno e mi viene quasi da ridere se penso che, sì, quello squarcio pulsante che ho sulla fronte assomiglia proprio ad un grosso, sanguinolento melograno.
E il melograno nemmeno mi piace.
“Rosso Pistacchio” è la rubrica al femminile di IVG, ogni martedì a cura di Marzia Pistacchio: clicca qui per leggere tutti gli articoli