
Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista?
Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.
“Negli altri puoi incontrare sempre e solo te stesso”. E’ l’affermazione di un interessante scrittore contemporaneo, Gershom Freeman. Lo so, può sembrare assurdo: niente di male, una ragione in più per dedicare qualche attimo di riflessione ad una tesi così apparentemente paradossale.
rovo a spiegarmi con un esempio: se avete assaggiato il frutto del mango credete di essere in grado di spiegarne il sapore a chi non ha avuto la vostra stessa esperienza? Certo, potrete fare paragoni, come dire, assomiglia a… però è più… o forse meno… ma di certo non vi sarà possibile essere davvero compreso.
La considerazione più divertente, però, è che sarebbe ancor più impossibile comunicare la vostra sensazione a chi ha assaggiato il frutto stesso. Già, potrete infatti affermare che il sapore del mango lui lo conosce, ma siete certi che la sua percezione del gusto sia la stessa che avete vissuto voi? Insomma, quando assapori un frutto, quando vivi un’emozione, quando leggi un libro o quando incontri una persona, ciò di cui davvero fai esperienza è del tuo gusto, della tua sensibilità, del tuo senso critico, del tuo coraggio di giocarti in un rapporto.
Vi è mai capitato di sentire un amico o un conoscente che afferma amareggiato: “Io ho sempre dato tutto agli altri, ma gli amici mi hanno sempre deluso”? Forse vi è successo fin troppo spesso, quasi mai il contrario. A questo punto, non fosse altro che per un banale calcolo delle probabilità, è inevitabile supporre che almeno uno o comunque pochissimi farabutti gironzolino per il mondo danneggiando allegramente tutti quei buoni che si fidano di loro; ma forse esiste anche un diverso punto di vista capace di suggerire di smettere di incontrare negli altri solo negatività che se, cosa non improbabile, avesse ragione il mio amico Gershom Freeman…
Insomma, potrebbe tornare utile essere molto più disponibili ad incontrare bellezza negli altri. Certo, forse si rischierebbe qualche delusione, forse aveva ragione il grande vecchio della politica italiana quando assicurava che “a pensar male si fa peccato ma si indovina”. Già, ma con che pro? Al contrario: se agli altri imparassimo a regalare sorrisi e luce quanta più luminosità abiterebbe la nostra giornata e non sarebbe allora probabile incontrare negli altri altrettanta bellezza?
Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli