
Regione. “Dopo oltre due anni e mezzo di mandato, ormai è chiaro che per l’assessore Mai l’ambiente e l’agricoltura rappresentano una mera distrazione da quello che è il suo unico obiettivo: potenziare con ogni mezzo la caccia”. A dirlo è Marco De Ferrari, consigliere regionale del M5S, che aggiunge: “Mai ha appena inaugurato un tour per promuovere un nuovo piano faunistico regionale il cui unico effetto sembra quello di rafforzare la pressione venatoria e trasformare la nostra regione in un far west, con la solita scusa di proteggere un comparto agricolo che, invece, soffre tremendamente l’assenza di concreti interventi istituzionali”.
“I numeri parlano chiaro: non solo negli ultimi dieci anni si è dimezzato il numero delle micro e piccole aziende agricole liguri, ma ci troviamo di fronte all’ormai cronica mancanza di accesso ai fondi Psr 2014-2020. Fondi che ammonterebbero a un totale di 313 milioni di euro spalmati su sette anni e distribuiti col contagocce, anche a causa di una mostruosa burocrazia. Si tratta di fondi europei che, se non saranno utilizzati, dovranno essere restituiti all’Unione Europea. E la stessa Europa a breve, in base ai fondi realmente erogati e quelli restituiti, ricalibrerà il successivo finanziamento. Se non ci diamo una mossa, nei prossimi sette anni rischiamo di veder drasticamente ridotta la somma totale a disposizione per la nostra regione”.
Prosegue De Ferrari: “Bisogna ripartire dal potenziamento dei finanziamenti nel settore agricolo, dal risarcimento danni certi e accertati, a favore di un’agricoltura sostenibile, innovativa e di qualità, in equilibrio con l’ambiente. L’agricoltura rappresenta l’unica possibilità di resilienza che ci rimane per contrastare efficacemente il dissesto diffuso e dilagante nella nostra regione”.
“Parallelamente servono interventi sui parchi, potenziandone i fondi e soprattutto il ruolo di conservazione della natura in linea a tutti gli obiettivi per cui sono nati. I parchi ormai rappresentano l’unico baluardo e collettore che ancora ha la possibilità concreta di veicolare i fondi comunitari di sviluppo rurale verso i comuni di competenza e quindi agli stessi agricoltori”.