
Liguria. “Siamo gente comune, vogliosi di metterci in gioco e di prestarci a questo progetto politico, un progetto che ha come obbiettivo quello di fare la sua parte per migliorare il nostro Paese e di potersi mettere a servizio e a disposizione della comunità non solo durante la campagna elettorale ma soprattutto nel futuro, per costruire un cantiere democratico moderato”. Con queste parole si presentano i candidati della lista Civica Popolare Lorenzin della Liguria.
I candidati sostengono “un progetto di rilancio del Paese nel solco dell’esperienza e delle riforme dei governi di questa precedente legislatura. Una forza politica riformista, cristiana, civica, popolare. Saldamente ancorati ai principi europeisti in cui l’Italia deve recitare un ruolo importante in coesione con le altre nazioni, altresì legata alla tradizione e alla cultura della nostra terra, delle nostre regioni, comuni, frazioni e quartieri. Un movimento che intende essere la risposta seria e coerente della politica ad ogni pensiero non in linea coi principi democratici o solidali del nostro Paese, tramite il valore della rappresentatività e della partecipazione politica”.
“Una missione che parte da un risollevamento del ceto medio, messo in crisi dalle sfide difficili che si sono presentate in questi anni, che trovano alimento nella paura e nella rabbia. Bisogna risollevare il ceto medio tramite interventi salariali e aumentando i servizi e gli aiuti alle famiglie, anziani, bambini; mettere al centro del dibattito politico il tema della famiglia, della natalità e delle esigenze ad essa legate. Lottare contro le diseguaglianze sociali e la povertà, rafforzando il REI – Reddito d’inclusione approvato dal Governo, combattere la dispersione scolastica e venire incontro con umanità ed ordine all’immigrazione”.
Propongono un “piano per sostenere l’opera di valorizzazione di settori strategici del Made in Italy come il patrimonio culturale e turistico, l’agricoltura e l’agroindustria, l’enogastronomia, la manifattura di qualità, altresì sostenere il consolidamento ed estensione dell’industria, rendere strutturale il credito d’imposta per la formazione e ampliare la platea dei beneficiari, semplificare la burocrazia, intensificare la lotta al dissesto idrogeologico, attenzione alle Aree Interne ed allo Sprar e attuare altri provvedimenti necessari”.
“Una regione, quella ligure, che conosce bene tutti questi fenomeni. Una zona in parte di frontiera e periferica, in parte centrale e strategica. Una terra aspra, stretta, arroccata sulle colline ed i monti. Un territorio con importanti risorse da saper sfruttare intelligentemente e nel rispetto dell’ambiente. Un’insieme portuale di primaria importanza e valore, porta sul Mediterraneo e sull’Europa. Una comunità variegata, bisognosa di trovare maggiore serenità e coesione, aiuto e supporto. Una regione che ha molto da offrire ma che viene spesso dimenticata, che ha bisogno di essere rilanciata, messa in connessione con il resto del Paese, che ha bisogno di investimenti e di progetti per il suo benessere e quello della comunità che la abita”.
“Con queste idee e la nostra forza vogliamo servire la comunità per migliorare il Paese, iniziare un sentiero difficile ma che va necessariamente affrontato senza paura e con intelligenza. Conosciamo la dimensione del nostro partito, non esprimiamo promesse, idee aggressive o accattivanti ma sviluppiamo argomenti basati sul buon senso. E non è forse la mancanza di buon senso in questa campagna che fa male al paese? Non è forse il buon senso l’idea forte di cui il paese ha bisogno?
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