
Savona. Mercoledì prossimo, 29 novembre, alle ore 17:00, presso la Casa Rossello in via italia 51 ad Albissola marina Caritas diocesana e Fondazione ComunitàServizi inaugurano i laboratori di prossimità e l’ostello “Le Stuoie”.
All’iniziativa saranno presenti il vescovo Calogero Marino, Gianluca Nasuti, sindaco di Albissola Marina, le Figlie di N.S. della Misericordia, don Adolfo Macchioli, direttore della Caritas Diocesana e Marco Berbaldi, presidente della Fondazione diocesana ComunitàServizi onlus. Ci sarà la possibilità di visitare le strutture e 2 di partecipare ad un buffet di amicizia.
L’Ostello è già in piena attività, i laboratori invece vivono il loro inizio e aiuteranno persone in fascia debole per il loro reinserimento sociale. Le persone verranno inserite dal Centro Ascolto Diocesano in sinergia con i Servizi Sociali di Savona.
“Si tratta di un bel momento che porta fiducia e speranza per noi e per le persone che frequenteranno questi luoghi – spiegano da Caritas – si completa infatti il progetto di Casa Papa Francesco che a questo punto sarà composto da Casa Rossello, Ostello Le Stuoie, Laboratori di prossimità di ceramica, falegnameria, cucito, ortofrutta/confezionamento”.
“L’Ostello è già in piena attività, i laboratori invece vivono proprio il loro inizio e aiuteranno persone in fascia debole per il loro reinserimento sociale – concludono – le persone verranno inserite dal Centro Ascolto Diocesano in sinergia con i Servizi Sociali di Savona.
IL PROGETTO:
I Laboratori di Prossimità “Papa Francesco” nascono grazie ad un progetto CEI 8xmille presentato nell’anno 2014.Il contesto territoriale in cui si era sviluppata la progettazione era contrassegnato da una disoccupazione in forte aumento. Nel 2013 infatti erano oltre 30.000 le persone iscritte al collocamento della provincia di Savona. La progressiva e costante chiusura dei siti industriali non è stata controbilanciata nel tempo dallo sviluppo di altri settori e il commercio e il turismo non si sono poi dimostrati sufficientemente sviluppati per assorbire i fuoriusciti dal mercato del lavoro del settore industriale.
Il nostro Osservatorio rilevava un costante aumento della disoccupazione nelle persone che si rivolgevano ai nostri centri di ascolto con un aumento sensibile, +75%, tra il 2012 e il 2013.
A quattro anni dalla progettazione purtroppo la situazione è andata peggiorando tanto che la Provincia di Savona è stata recentemente riconosciuta dal Ministero dell’Economia “area di crisi complessa”, cioè un contesto territoriale dove è necessario applicare misure straordinarie per bloccare l’emorragia occupazionale, la costante crescita della disoccupazione giovanile e rilanciare lo sviluppo economico.
In questo quadro complesso si va sviluppando l’esperienza dei “laboratori di prossimità”: un tempo e uno spazio “sociale” nel quale le persone disoccupate possano ritrovare senso e dignità per il proprio vivere spesso minato dall’incertezza e dall’impossibilità di lavorare.
I laboratori sorgono nel comune turistico di Albissola Marina negli spazi che fino ad una decina di anni fa ospitavano il convento dell’Istituto Figlie della Misericordia, la cui fondatrice S. Maria Giuseppa Rossello, al secolo Benedetta, nasceva proprio ad Albissola Marina nel 1811 e fondava l’istituto nel 1837.
In seguito alla volontà di porre un opera significativa a conclusione del bicentenario della nascita della santa Rossello, nonché dall’accorato appello di Papa Francesco di mettere a disposizione i propri beni per i poveri, l’Istituto Figlie della Misericordia nel dicembre 2013 ha espresso all’ora Vescovo di Savona-Noli Vittorio Lupi l’intenzione di affidare la struttura alla Caritas di Savona, espressione diretta della Chiesa locale per la testimonianza della carità, per un servizio innovativo a favore delle persone povere.
Nel maggio 2015 nasceva la Casa Famiglia “Benedetta Rossello”: una attività di accoglienza per nuclei famigliari in condizione di disagio sociale e relazione, in condizione di emergenza abitativa dovuta allo stato di disoccupazione.
La realtà di accoglienza è animata dalla comunità di famiglie Éleos, un gruppo di cinque famiglie legate alla parrocchia NS della Concordia. In particolare due nuclei condividono quotidianamente gli spazi con gli ospiti accolti favorendo così un contesto famigliare ed offrendo un “contenitore” affettivo e relazionale nel quale riprendere slancio, energie e speranza per una vita in autonomia.
Nell’estate 2017 apre l’Ostello Le Stuoie – Art Family Hostel, gestito dalla Cooperativa Sociale Solida, nato dalla volontà di diversi soggetti del mondo del sociale e della cura alla persona, che ispirano le proprie attività ai valori etici: cooperazione sociale di inserimento lavorativo, associazioni di cittadini ed artisti. Abbiamo lavorato per dare vita a una struttura ricettiva che accolga i turisti in un contesto accogliente e caratterizzato da un forte legame con il territorio.
I laboratori di prossimità “Papa Francesco” si sviluppano e prendono forma in questo contesto con l’obiettivo di: offrire occasioni di formazione, diminuire il senso di insicurezza e spaesamento che si prova in seguito alla perdita del lavoro ed ostacolare i conseguenti processi di esclusione sociale che coinvolgono i singoli e famiglie accolte.
Attraverso le attività che riguardano: la ceramica, il cucito, la piccola falegnameria e la trasformazione dei prodotti agricoli, cerchiamo di creare ponti tra settori lavorativi del nostro territorio come l’artigianato e il commercio coinvolgendoli nella parte formativa del progetto con l’obiettivo di abbattere le distanze tra le persone disoccupate e il mondo del lavoro sviluppando nuove relazioni sociali: la stessa diversificazione delle attività proposte ha proprio lo scopo di moltiplicare le occasioni di relazione.
La gestione di ogni laboratorio infatti è affidata ad esperti e professionisti (singoli, associazioni, cooperative) che, con continuità o a progetto, prestano la loro competenza e professionalità per animare l’attività del laboratorio stesso: così alla Cooperativa Sociale Agricola Ortocircuito, nata per favorire l’inserimento lavorativo delle persone appartenenti alle fasce deboli, attraverso il recupero dei terreni incolti, è stata affidata la gestione del laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli, all’Associazione ceramisti di Albissola, attraverso l’alternarsi di diversi artigiani, l’animazione del laboratorio di ceramica, mentre il laboratorio di falegnameria è organizzato da una squadra formata da due giovani “mastri” e una restauratrice ed infine il laboratorio di cucito è affidato alla guida di un giovane sarto senegalese accolto presso uno dei nostri centri di accoglienza.
A fianco dei professionisti, che svolgono di fatto il ruoIo di tutor formativi, operano gli educatori della Fondazione Diocesana Comunità Servizi onlus, ente gestore della Caritas diocesana, che hanno il compito di sviluppare nuove reti con i servizi del pubblico e del privato sociale, monitorare e accompagnare gli inserimenti, e soprattutto elaborare, insieme con gli ospiti, progetti di reinserimento e inclusione sociale, con particolare riferimento alla casa e al lavoro.
La nascita e lo sviluppo di una laboratorio formativo non può che fondarsi sulle relazioni corte che si instaurano innanzitutto tra gli operatori, partner, tutor, volontari e ospiti del servizio.
In questo senso la forte vicinanza con la comunità parrocchiale permette la possibile tessitura di rapporti e relazioni di sostegno alle persone accolte offrendo alla parrocchia stessa una ulteriore possibilità di vivere concretamente la testimonianza della carità.
I laboratori di prossimità “Papa Francesco”, sono un piccolo segno concreto dell’attenzione che la Chiesa Diocesana vuole dedicare al problema della mancanza di lavoro e alle drammatiche conseguenze che comporta, ma soprattutto vogliono rappresentare uno stimolo di riflessione per tutti gli attori del sistema lavoro locale affinché si possano sviluppare nuove alleanze e individuare nuovi strumenti per ostacolare tutti i processi di esclusione sociale che sono conseguenti alla perdita del lavoro e che rischiano di compromettere il futuro di numerose famiglie della nostra comunità.