
Alassio. Il 30 settembre, dopo 37 anni di servizio, l’appuntato scelto Gian Franco Devinu ha lasciato il servizio attivo ed è stato collocato in congedo. “Una scelta, ma l’Arma di Alassio, e non solo, ha perso un pilastro – è il commento che arriva dal Comando – un ‘appuntato’ vecchio stampo: stampo che, dopo quella forgia, si è rotto”.
Arruolato nell’ottobre del 1980 e dopo aver frequentato con successo il corso “antimafia”, è stato protagonista discreto di numerose operazioni contro la malavita organizzata in Genova, quando il capoluogo era attraversato da eventi terroristici di rilievo. Giunto ad Alassio nel 1987, è stato assegnato alla locale stazione quale addetto al servizio d’istituto, con mansioni d’autista di guida veloce.
Serio, riservato, appassionato oltre misura per la sua professione, condotta come una vera e propria missione, Gianfranco, per tutti il cacciatore, “soprannome” affibbiatogli per la sua passione verso quello sport, è stato sempre una presenza discreta, mai invadente. Fermo ed irreprensibile ma sempre gentile e sempre affabile con tutti: “pugno di ferro in un guanto di velluto”. Mai nessuna lamentela per il carico di lavoro, alle volte decisamente “ingombrante”, che lo ha spesso costretto a trascurare i suoi affetti. Mai fuori luogo, piuttosto in disparte, ma sempre presente con assoluta discrezione.
Fin dal suo arrivo in Alassio si è rivelato un punto di riferimento, imprescindibile, per i suoi colleghi e per la popolazione tutta, che ne ha sempre esaltato la sua disponibilità, la gentilezza e il suo elevato livello di preparazione professionale. E’ stato fido scudiero dei comandanti che, nel tempo, si sono succeduti: dal luogotenente Nicola Marino, recentemente scomparso, attraverso il luogotenente Eupreprio Di Summa e, per ultimo il luogotenente Gian Luigi Marras, i quali gli hanno sempre universalmente riconosciuto tutte le sue “grandi” doti.
“Non basterebbe questa pagina per ‘descrivere’ la figura di Gianfranco – concludono dal Comando – Ma tutti noi che lo abbiamo conosciuto sappiamo chi è e che cosa ha rappresentato. Grazie Gianfranco, e grazie anche a Lucia, Simona e Stefania che lo hanno supportato e, lo dico goliardicamente (ma non solo), sopportato”.