
Ceriale. Lo scorso 20 settembre due richiedenti asilo di nazionalità nigeriana erano finiti in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di marijuana. Questa mattina, per quella vicenda, Godstime Onwudili, 26 anni, e Saturday Emmanuel, 21 anni, sono stati condannati a sei mesi di reclusione e mille euro di multa con la sospensione condizionale della pena.
Nella prima udienza i due nigeriani avevano negato di essere coinvolti in un giro di spaccio e, al contrario, avevano spiegato che la droga era esclusivamente per uso personale (Owundili era stato trovato dai carabinieri con 14 dosi di marijuana nello zaino, Emmanuel con sette). Il giudice aveva convalidato il loro arresto e aveva disposto per i due stranieri l’obbligo di dimora nel Comune di Ceriale e contestualmente un obbligo di presentazione bisettimanale in caserma (misura che è ora stata revocata). Vista la richiesta di termini a difesa avanzata dal loro legale, l’avvocato Lorenzo Corridori, il processo era stato rinviato a questa mattina per il giudizio abbreviato.
Godstime Onwudili e Saturday Emmanuel, arrivati da poco in Italia, al momento dell’arresto erano ospiti della struttura d’accoglienza Cas di Peagna a Ceriale. Le manette per loro erano scattate nel corso di una serie di controlli dei carabinieri di Pietra Ligure.
Uno dei due era stato fermato vicino alla stazione ferroviaria di Pietra Ligure dove era stata segnalata la presenza di uno straniero che chiedeva insistentemente l’elemosina ai passanti. Alla vista dei militari il nigeriano aveva tentato di evitare il controllo allontanandosi lentamente, ma gli uomini dell’Arma lo avevano raggiunto e fermato. Nel corso della perquisizione, dallo zainetto del giovane erano saltate fuori ben 14 dosi di marijuana, per un peso di circa 26 grammi.
I successivi accertamenti avevano permesso di accertare che il ragazzo era apppunto un richiedente asilo ospitato presso il centro di accoglienza di Peagna. I militari pietresi, su disposizione del pubblico ministero di turno Chiara Venturi, quindi, si erano presentati nella struttura, gestita dalla cooperativa Jobel del consorzio “Il Cammino” (totalmente estranea ai fatti) dove avevano perquisito la stanza occupata dal profugo. All’interno dell’armadietto del compagno di stanza, Saturday Emmanuel, erano saltate fuori oltre 7 dosi di marijuana (per un peso complessivo di 15 grammi) ed un grammo di hashish.
Per questo i due nigeriani erano finiti in manette e poi a giudizio per direttissima nel tribunale di Savona.