
Liguria. “In Liguria si chiude una caccia e se ne apre un’altra, e la caccia continua anche se la siccità, dopo gli incendi di questa estate, continua a danneggiare gli animali selvatici”. A lanciare l’allarme è l’Enpa: si è infatti chiusa ieri la caccia di selezione al capriolo maschio, ripresa dopo giugno-luglio il 15 agosto, ed oggi si apre ufficialmente (dopo l’apertura da appostamento il 17 settembre) quella alla fauna migratoria.
“Nell’ambito di caccia savonese sono stati uccisi da inizio anno 131 caprioli tra femmine, maschi e cuccioli – fanno sapere dall’Enpa – ed ora ad essere cacciati saranno beccacce, merli ed allodole (5 capi al giorno massimo), colombacci, porciglioni, cesene e tordi bottaccio e sassello (10 capi al giorno massimo), i primi fino al 31 dicembre, gli altri fino al 31 gennaio. Una stagione venatoria pesantissima, consentita dalla Regione Liguria ignorando le limitazioni temporali e di carniere sollecitate prima dalla Protezione Animali e dalle altre associazioni animaliste ed ambientaliste e poi, autorevolmente, dall’Ispra, per tutelare gli animali dalle tremende condizioni climatiche ancora in corso; e addirittura consentendo le estensioni all’attività venatoria previste dalla legge come opzioni, come ad esempio due giornate settimanali aggiuntive per la caccia da appostamento”.
“Neppure il governo, che poteva e doveva intervenire atto sostitutivo e d’imperio, si è mosso – denunciano gli animalisti – Ma sarebbe andata anche peggio, secondo gli intenti dei cacciatori e dei politici regionali loro amici, se il TAR Liguria non avesse ‘impallinato’ per l’ennesima volta la Regione Liguria bloccando la caccia in deroga allo storno, che aveva aperto per 621 cacciatori con la scusa della tutela dell’olivicoltura”.
“Intanto la pioggia continua a farsi desiderare e gli agricoltori invocano giustamente aiuti per la grave situazione climatica in corso, che verranno loro riconosciuti dichiarando lo stato di emergenza. Emergenza invece negata alla fauna selvatica in favore della caccia: due pesi e due misure, come al solito, come sempre” concludono dall’Enpa.