
Liguria. “Domani si apre la caccia in Liguria, malgrado la fauna selvatica sia stremata da una siccità eccezionale e da numerosi incendi, che ancora nei giorni scorsi devastavano le campagne; e la recente pioggia ha fatto solo danni locali senza portare alcun beneficio”.
A ricordarlo è l’Enpa di Savona, che prosegue: “La Regione Liguria non ha accolto la richiesta di posticipazione dell’apertura, proposta dapprima dalla Protezione Animali e dalle altre associazioni animaliste ed ambientaliste e poi dall’Ispra, la cui autorevolezza scientifica e legislativa è al di sopra di ogni parte. Puerili le ragioni addotte al rifiuto: ‘Non c’è stato da parte di Ispra una richiesta ad operare delle scelte’. Il testo della lettera, redatta in italiano, chiedeva invece inequivocabilmente: la sospensione dell’addestramento ed allenamento dei cani fino al ristabilimento delle condizioni climatiche; il divieto di caccia da appostamento finché rimarrà il deficit idrico; il posticipo ad ottobre della caccia nelle zone umide agli anatidi ed agli altri uccelli acquatici”.
E ancora: “Limitazioni temporali e di carniere alla caccia alla fauna stanziale, con sospensione dell’attività di ripopolamento, ovvero della liberazione di fagiani, starne e lepri d’allevamento, perché ‘la mortalità dei soggetti rilasciati, già elevata in condizioni ambientali normali, nella situazione attuale potrebbe divenire talmente alta da rendere pressoché inefficace lo stesso intervento di ripopolamento’; l’estensione del divieto di caccia nelle zone incendiate ad una consistente fascia contigua delle medesime”.
Il 14 settembre l’Enpa e le altre associazioni animaliste hanno diffidato con un atto legale il ministro dell’ambiente “affinché, su sua proposta, il consiglio dei ministri si sostituisca alle Regioni (inadempienti) e assicuri il rispetto del parere Ispra con le forti limitazioni all’esercizio della caccia, sollecitate anche in applicazione del principio di precauzione; secondo quanto previsto dalla legge, infatti, è piena responsabilità del ministro far attivare dal consiglio dei ministri quei poteri sostitutivi alle Regioni necessari all’adeguamento dei calendari venatori regionali”.