
Savona. Nel luglio scorso era finito in manette per stalking nei confronti della psicologa della struttura di cui era ospite. Accusa dalla quale, questa mattina, A.B., 64 anni, è stato assolto perché attraverso una perizia psichiatrica è stato giudicato incapace di intendere e volere al momento del fatto.
Nonostante la sentenza di assoluzione, l’uomo (che finora era rimasto in carcere) non potrà tornare libero perché, essendo stato valutato come pericoloso socialmente, il giudice gli ha imposto il trasferimento in una Rems (ovvero una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza).
Dopo l’arresto, A.B. era stato protagonista di un vero e prorio “show” in tribunale dove, nel corso dell’udienza di convalida, aveva mantenuto un comportamento decisamente sopra le righe: aveva continuato ad inveire contro i carabinieri, accusando chi lo aveva denunciato di essersi inventato tutto e lamentandosi di essere finito a giudizio ingiustamente. Non contento si era anche levato la maglietta restando a torso nudo nella camera di sicurezza dell’aula. Il giudice, anche alla luce del comportamento mostrato in tribunale, aveva disposto la custodia cautelare in carcere, mentre il suo difensore aveva chiesto che fosse sottoposto ad una perizia psichiatrica proprio per accertarne la capacità di intendere e volere e, di conseguenza, l’imputabilità.
Richiesta che era stata accolta dal giudice che aveva affidato l’incarico al dottor Rocca che lo ha giudicato incapace di intendere.
Secondo quanto accertato dai militari, A.B., da qualche tempo, si era invaghito della dottoressa della struttura della quale era stato ospite per alcune settimane (era poi stato allontanato proprio perché non aveva dei comportamenti consoni) ed avrebbe iniziato a farle delle avances. Un corteggiamento che, giorno dopo giorno, sarebbe diventato sempre più pressante al punto da arrivare a chiedere alla donna di sposarlo.
A luglio il sessantaquattrenne era tornato nella struttura per cercare la dottoressa. Davanti all’ennesimo rifiuto della psicologa però aveva dato in escandescenze ed aveva iniziato a minacciare lei ed i colleghi, oltre a prendere a calci gli arredi. A quel punto, inevitabilmente, era scattata una chiamata ai carabinieri che lo avevano arrestato per stalking.