
Loano. E’ stata processata per direttissima questa mattina Crisanca Bereta Stanescu, la trentenne romena arrestata ieri pomeriggio con l’accusa di rapina impropria dopo aver rubato il cellulare ad un barista di Loano. La donna, che secondo quanto ricostruito dai carabinieri agiva insieme alla sorellina minorenne, in aula ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il giudice ha convalidato il suo arresto e ha disposto per lei, che risulta residente in un campo nomadi del torinese, il divieto di dimora in provincia di Savona e l’obbligo di firma quotidiano. Il processo è stato invece rinviato al prossimo 5 ottobre.
Secondo l’accusa, nella giornata di ieri, le due sorelle sono entrate in diversi esercizi commerciali della Riviera per cercare di comprare merce per pochi euro con una banconota da 100 euro falsa. Un escamotage che, da quanto accertato, serviva loro per distrarre i negozianti e rubare i soldi delle mance oppure eventuali oggetti di valore appoggiati sul bancone. Tentativi di furto da parte delle sorelle sono stati segnalati a Finale Ligure, a Pietra e a Loano dove le nomadi sono state bloccate.
Il colpo rivelatosi fatale è avvenuto appunto in un bar di Loano nel quale, approfittando di un istante di distrazione, sono riuscite a rubare il telefonino del titolare che si è accorto subito di quanto accaduto ed ha inseguito le ladre. Poco dopo le ha raggiunte nel centro storico e le ha trovate in possesso del cellulare (dal quale avevano già rimosso la scheda sim e la cover). A quel punto Stanescu ha insultato la vittima del furto e, per riuscire a scappare, gli ha anche sputato prima di spintonarlo.
La fuga delle due nomadi però è durata poco perché sono state intercettate poco dopo in stazione prima che potessero prendere un treno. Per la maggiorenne erano quindi scattate le manette, mentre la sorellina è stata affidata ad un altro fratello.