
Bergeggi. Resta in carcere Angelo Mulas, il quarantatreenne italiano arrestato domenica a Bergeggi dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Savona con le accuse di tentata rapina aggravata (per aver cercato di disarmare un militare), resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Questa mattina l’uomo è stato interrogato dal gip Fiorenza Giorgi che ha deciso appunto di convalidare il suo arresto e ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere.
Le manette erano scattate dopo un controllo, che doveva essere di routine, che i militari stavano facendo dopo un incidente stradale, avvenuto proprio a Bergeggi. Quando gli uomini dell’Arma avevano verificato che Mulas, residente a Bergeggi ed incensurato, si era messo al volante con un tasso alcolemico (3,5 g/l) ben sette volte superiore al limite consentito, lui aveva reagito aggredendo i carabinieri colpevoli, a suo dire, del ritiro della patente.
Non contento, durante l’aggressione, il quarantatreenne aveva anche cercato di prendere la pistola d’ordinanza di uno dei militari, ma senza riuscirci grazie alla pronta e immediata reazione dei carabinieri. Nella colluttazione un militare era rimasto ferito ed era finito al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Savona da dove era stato dimesso con una prognosi di cinque giorni.
Secondo qaunto trapelato, davanti al giudice, Mulas (difeso dall’avvocato Francesca Rosso) si sarebbe giustificato spiegando di non essersi reso conto di quello che faceva a causa del suo stato di ebbrezza. Una spiegazione che, per ora, non gli ha evitato di tornare nel carcere di Genova Marassi.