
Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…
Non tutti sanno che…
Lungo la stessa valle in cui in epoca moderna sono state costruite le carreggiate dell’autostrada A6 Torino-Savona, in tempi antichi si snodava un’importante via di comunicazione che collegava Vada Sabatia (l’attuale Vado Ligure) con Aquilianum (ovvero Quiliano) e con il colle di Cadibona e quindi con il basso Piemonte.
Oggi vestigia della Liguria romana di età imperiale, abbiamo traccia di sei/sette ponti romani costruiti lungo la valle percorsa dal rio Quazzola, un affluente del torrente Quiliano, per rendere percorribile con poche limitate pendenze, tra guadi e ruscelli, la via consolare conosciuta allora come Aemilia Scauri (dal nome del censore Marco Emilio Scauro), poi inglobata nella via Julia Augusta.
Della Val Quazzola o Valle dei Tecci, citata anche da Cicerone in un epistolario per la sua asperità, solo due o tre sono i ponti tutt’ora praticabili: ad una sola arcata, a tutto sesto, costruita con piccoli blocchi squadrati di pietra locale immersi nella malta, come era d’uso nelle costruzioni di edilizia civile nella regione provenzale e ligure del II secolo dopo Cristo (secondo la tipologia costruttiva detta ligure-gallica o gallo-romana). A conferma dell’importanza del collegamento, i ponti erano larghi oltre cinque metri per permettere il passaggio contemporaneo di due carri o di due file di soldati.
La Valle dei Tre Ponti, come erano designata nei testi medievali che raccontavano di leggende e di streghe, ha mantenuto la sua importanza strategica fino all’età napoleonica poiché rappresentava una via di comunicazione impervia ma veloce dal litorale verso l’entroterra ligure e piemontese.
Non tutti sanno che… nei pressi della località San Pietro in Carpignano, testi tardo-medievali ricordano il toponimo Pilalunga, facendo riferimento molto probabilmente ad un ponte a più arcate costruito su una zona paludosa, forse proprio dove l’odierno ponte collega Quiliano a Valleggia.
Non tutti sanno che… presso la foce del Quiliano, tra i comuni di Vado e Savona, un altro ponte altrettanto storico merita menzione: il ponte di Zinola, detto Ponte romano o Ponte dei Saraceni o anche “Punte de Pria”, conosciuto anche come Ponte Filippo Maria Visconti, poiché ricostruito su ruderi romani nel 1434 dal duca di Milano in corrispondenza con l’accesso alla chiesetta medievale di Santo Spirito, ex monastero nonché lazzaretto fondato dai monaci cistercensi.
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