
Borghetto Santo Spirito. Lo scorso 31 maggio era finito in manette dopo un movimentato episodio avvenuto davanti e dentro al bar “Cin Cin” di via Parioli a Borghetto Santo Spirito. Questa mattina, per quella vicenda, un marocchino di 35 anni, Rachid Labsite, che era accusato di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ha patteggiato quattordici mesi di reclusione e 1000 euro di multa.
Le manette di Labsite erano scattate dopo che il nordafricano si era avvicinato ad un uomo in bici e gli aveva passato due bustine di cocaina in cambio di 105 euro. Probabilmente il pusher non pensava di essere osservato, mentre a tenerlo d’occhio c’erano due carabinieri in borghese che hanno capito subito quello che era appena successo. Per questo avevano subito bloccato l’acquirente per verificare se avesse davvero della droga ed effettivamente l’uomo aveva un grammo e mezzo di polvere bianca. A quel punto gli uomini dell’Arma avevano raggiunto Labsite, volto noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti, che nel frattempo era entrato nel locale.
Alla vista dei carabinieri il nordafricano aveva reagito subito insultandoli, ma anche tirando calci e spintoni per evitare di essere preso. Nel tentativo di fermarlo un maresciallo aveva anche rimediato una brutta contusione alla gamba (era stato dimesso con una frattura del piatto tibiale e prognosi di 40 giorni). Alla fine, anche grazie al supporto di una pattuglia dei militari della stazione di Ceriale, il marocchino era stato arrestato con le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Non contento, una volta arrivato in caserma, Labsite aveva continuato ad inveire contro i carabinieri insultandoli e minacciandoli. In aula il marocchino aveva ammesso la contestazione relativa allo spaccio, ma aveva negato di aver avuto un comportamento violento verso i militari (anzi avrebbe riferito di essere stato subito bloccato a terra con la forza nel bar).
Dopo aver definito il patteggiamento, il legale del marocchino, l’avvocato Lorenzo Corridori, ha chiesto una revoca della custodia cautelare in carcere e il giudice si è riservato di decidere su un’eventuale attenunazione della misura. Proprio in seguito a questo episodio i carabinieri di Albenga hanno chiesto ed ottenuto una revoca di trenta giorni della licenza del bar “Cin Cin”.