
Albisola Superiore. Due anni e quattro mesi di reclusione. E’ la condanna inflitta questa mattina dal gup Francesco Meloni al sessantenne di Ellera, F.P.G., che nel febbraio scorso era stato arrestato (ed è tuttora in carcere) dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni.
L’uomo, che è stato giudicato con il rito abbreviato, secondo l’accusa aveva aggredito la moglie in casa, alla presenza del figlio minorenne, arrivando a minacciarla di morte con una pistola scacciacani. La donna era poi riuscita a chiudersi in camera da letto da dove aveva chiamato i militari che erano intervenuti nel giro di pochi minuti.
Gli uomini dell’Arma di Albisola, dopo aver raccolto la testimonianza della donna, erano arrivati alla conclusione che quello non fosse un caso isolato. Gli inquirenti, al contrario, erano sicuri che gli episodi di violenza domestica andassero avanti ormai da diverso tempo e per questo era scattata la contestazione di maltrattamenti.
Da parte sua il sessantenne, che era assistito dall’avvocato Alessandro Parino, ha sempre respinto le accuse: secondo la difesa la lite scoppiata il giorno dell’arresto era un caso isolato. “A mio giudizio non sussistevano i presupposti per contestare i maltrattamenti per questo faremo appello e siamo certi che questa accusa cadrà” il commento dell’avvocato Parino.
In occasione dell’arresto i carabinieri avevano sequestrato la pistola utilizzata per le minacce, ma anche altre armi (alcuni fucili) che erano regolarmente detenute dall’uomo.