
Albenga. Quella dipendenza dagli stupefacenti, oltre che dall’alcol, gli faceva perdere la testa tanto da arrivare a minacciare ed insultare i suoi famigliari, ma anche a distruggere gli arredi di casi pur di farsi dare i soldi per comprare la droga.
Protagonista della vicenda un trentenne ingauno, M.C., che è finito a giudizio con le gravi accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione nei confronti il papà, la madre e la sorella. Secondo l’accusa contestata dal pm Giovanni Battista Ferro, in diverse occasioni, quasi sempre quando era sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, il trentenne ha aggredito verbalmente i famigliari pronunciando frasi tipo “vi ammazzo, vi faccio andare al cimitero”. In un’occasione, ad agosto scorso, aveva anche strattonato la sorella per un braccio (la ragazza aveva rimediato lesioni giudicate guaribili in sei giorni).
Questa mattina M.C., che al momento deve rispettare un divieto di avvicinamento alla sua famiglia, è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione con il rito abbreviato (che consente di ottenere uno sconto di un terzo della pena).