
Savona. “Una settimana e un giorno” (Shavua ve yom) di Asaph Polonsky, con Uri Gavriel, Tomer Kapon, Sharon Alexander – Israele 2016, 98′
Ecco la programmazione prevista al NuovoFilmStudio di Savona:
ven 12 maggio (18.00 – 21.15)
sab 13 maggio (17.30 – 20.30 – 22.30)
dom 14 maggio (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30)
lun 15 maggio (15.30 – 20.30)
Al termine della Shiv’ah – la settimana di lutto – per il figlio scomparso, Eyal viene spinto dalla moglie Vicky a riprendere la loro normale routine. L’uomo però, inizia a frequentare un giovane vicino di casa, amico del figlio, e decide di andare alla scoperta delle cose che davvero valgono la pena di essere vissute…
L’opera prima di Asaph Polonsky – pluripremiata al Jerusalem Film Festival e alla Semaine de la Critique a Cannes – nasce dal desiderio di raccontare cosa accade il giorno dopo in cui termina la Shiv’ah, mettendo però da parte i toni più drammatici e utilizzando le sfumature della commedia. Durante i sette giorni, amici e parenti a turno si avvicendano nella casa della famiglia in lutto per aiutarla, sostenerla e confortarla. La mattina del settimo giorno, però, tutti riprendono le loro normali esistenze e coloro che hanno perso una persona cara vengono lasciati a fare i conti con se stessi, dopo una settimana di estraniamento totale dalle loro attività. Lo sguardo del regista si sofferma sulle differenti reazioni dei genitori.
All’irrigidimento della madre che, pur conoscendone l’impossibilità, prova a tornare alla vita di prima, si contrappone il tentativo del padre di superare il dolore attraverso il rapporto con un giovane amico del figlio, fregandosene un po’ di tutto e di tutti. Permane per ognuno la difficoltà di affrontare la perdita ma Polonsky è attento a tenere in equilibrio i toni del film, alternando a momenti da commedia quasi pura e demenziale scene in cui la sofferenza di Eyal e Vicky si esprime attraverso gesti di insolita tenerezza. E, altrettanto, permane il senso dell’assurdo della morte, terribile e ingiusta, e della vita: che può essere anch’essa terribile e ingiusta, ma che può regalare un nuovo abbraccio e quelle parole taciute capaci di dare la forza per cominciare un nuovo giorno.