
Albissola Marina. Sabato 27 maggio, alle ore 18, la Galleria “Il Bostrico” di Albissola Marina inaugura la mostra “Aldo Rossi al Bostrico”. L’esposizione dedicata al grande architetto Aldo Rossi, primo italiano a vincere nel 1990 il Premio Pritzker seguito 8 anni dopo da Renzo Piano, comprende circa cinquanta opere grafiche, racconto cronologico della collaborazione fra Aldo Rossi e Alfredo Meconi (1986-97).
La mostra è già stata presentata in forma antologica in un tour museale al Bonnefantenmuseum di Maastricht, all’Archizoom spazio espositivo dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna e al Museo d’Arte Moderna di Bergamo. Nel ventennale della morte del grande architetto, questa mostra rientra in un programma commemorativo di esposizioni internazionali.
Nell’occasione verrà presentato il catalogo “Aldo Rossi al Bostrico” realizzato da Sabatelli Editore.
Alfredo Meconi racconta così Aldo Rossi:
“Il rapporto di collaborazione con Aldo Rossi inizia nel 1986. Rossi non è nuovo all’arte dell’incisione in ‘taille douce’: dal 1973 ha già realizzato opere con valenti maestri grafici come Cantafora, Romero, Upiglio… utilizzando, in tutti i suoi lavori, la tecnica dell’acquaforte che affida l’espressione unicamente al tratto inciso. La prima incisione di Rossi che ho visto è datata 1974: ‘l’architettura domestica’. L’ho trovata bellissima, coniuga la mistica poetica ‘morandiana’” delle nature morte alla ‘surrealtà rossiana’ delle composizioni di forme archetipiche. Paradossalmente credo che proprio la compiutezza di quest’acquaforte mi abbia spinto a sottoporre al maestro proposte di sfide tecniche più complesse, al fine di osare nuovi significati. Rossi, amante della contaminazione colta e dell’antiaccademico, sposo’ immediatamente questa lettura d’incontro fra il nuovo ed il tradizionale. Nacquero così opere come “Edifici in collina”, “La finestra sul teatro”, “Il teatro del mondo”….. L’intenzione condivisa con Rossi era quella di ottenere una produzione sintetizzabile in questa antinomia: ” realizzare multipli unici”. Opere non riproduttive ma originali, che si avvalgono di elaborate matrici ed interventi in stampa e post-stampa, al fine di eleggere ogni opera alla dignità di unicum. Le frequentazioni con Rossi furono poche ma essenziali, il nostro rapporto di lavoro era basato su una specie di epistolario fatto di prove di stato in progressione, fino all’affermativa prova finale del “bon à tirer”.
Negli anni della collaborazione (1986-1997) sono state prodotte circa cinquanta opere grafiche. Del grande maestro mi resta memoria della sua lucida razionalità, unita ad un grande senso poetico che lo ridefinisce: Aldo Rossi Architetto-Artista”.