
Il 26 maggio 1957, sessant’anni fa, a Firenze si svolgeva la “Convenzione dei sodalizi di base di Bologna, Firenze, Novara, Pisa e Torino”. La Convenzione approvava lo statuto dell’Associazione Ricreativa Culturale Italiana più comunemente e semplicemente chiamata con il relativo acronimo: ARCI.
Proprio per ricordare questo storico evento, venerdì scorso, 26 maggio, alla Camera dei Deputati si sono svolte le celebrazioni per il 60° anniversario di Fondazione dell’ARCI con la partecipazione della Presidente della Camera Laura Boldrini e gli interventi della Presidente Nazionale ARCI Francesca Chiavacci, dell’on. Franco Grillini – Presidente onorario di ARCI GAY, dell’on. Ermete Realacci – Presidente onorario di Legambiente, di Carlo Petrini fondatore di Slowfood (nata come ARCI Gola), dell’on. Paolo Beni – Presidente ARCI dal 2004 al 2014, di Moni Ovadia – artista amico dell’Associazione e dell’on. Luciana Castellina, Presidente onoraria ARCI. In rappresentanza del Comitato Provinciale ARCI Savona era presente all’evento il Presidente Alessio Artico.
Le celebrazioni di venerdì scorso sono servite per festeggiare l’importante traguardo raggiunto dalla più grande associazione popolare di promozione sociale e culturale italiana ma anche per ricordarne le storiche radici che si trovano nella secolare tradizione del mutualismo e del movimento operaio italiano da cui ebbero origine i sodalizi che nel secondo dopoguerra scelsero di riunirsi attorno ad una organizzazione più grande e di respiro nazionale come l’ARCI.
La storia dell’ARCI trova fondamento in quella cultura civile del nostro paese, che ha contribuito, attraversando vicende storiche e generazioni diverse, alla formazione e al consolidamento delle caratteristiche della democrazia italiana.
Nonostante in questi sessant’anni siano cambiate molte cose, anche per l’ARCI, l’Associazione non ha perso il tratto fondativo ed identitario: da sessant’anni le SMS ed i Circoli aderenti sono sempre aperti.
Essere sempre aperti è l’obiettivo principale per cui è nata l’Associazione: quello di offrire tante occasioni sul campo, per consentire alla democrazia di allargare le sue basi, di non rinchiudersi o peggio di ridursi.
Cultura, mutualismo, giustizia sociale, libertà, laicità, accoglienza, solidarietà, pace non sono mai state parole vacue, declamazioni di principio ma valori a cui ispirare concretamente l’azione quotidiana di migliaia di uomini e donne in tutta Italia.
“E oggi più che mai , anche con sessant’anni sulle spalle, pensiamo che sia un dovere civico – in una società attraversata spesso da rabbia e odio, da chiusure, e soprattutto tanta paura – ricostruire legami di comunità, lavorare per risanare la qualità di relazioni sociali inquinate da sospetto e diffidenza, far crescere attraverso la cultura la consapevolezza e la libertà di pensiero, operare per ridurre le diseguaglianze tra i cittadini.
L’ARCI questo oggi ha fatto e continua a farlo. Non abbiamo mai smesso. Buone pratiche e non solo belle parole, in tutto il territorio italiano. Oggi in 4.723 luoghi (SMS e Circoli Aderenti), con un milione e centomila soci, con 114 comitati territoriali e 17 comitati regionali. Nelle nostre basi associative quotidianamente si produce cambiamento, partecipazione, cittadinanza attiva. Diamo il nostro contributo alla ricostruzione dell’etica pubblica” afferma la Presidente nazionale Francesca Chiavacci.
E per tutti questi motivi, oggi possiamo dichiarare con grande enfasi: tanti auguri all’ARCI, tanti auguri a tutti e tutte noi!!!