
Savona. Sarebbero stati alcuni messaggi letti sul cellulare della moglie a scatenare la rabbia e la gelosia di G.P., l’albanese di 43 anni arrestato l’altra sera per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minacce aggravate. L’uomo questa mattina è stato interrogato dal gip Fiorenza Giorgi che ha convalidato l’arresto e confermato la misura cautelare in carcere.
Nel corso dell’interrogatorio il quarantatreenne albanese, che al culmine della lite ha minacciato di morte la moglie impugnando una sorta di “machete”, si è anche lasciato andare ad un pianto, spiegando di essere innamorato della donna. Parole che, ovviamente, non hanno in alcun modo modificato la gravità delle accuse di cui deve rispondere G.P. che, l’altra sera, ha anche aggredito la moglie causandole lesioni giudicate guaribili in 25 giorni.
Secondo i militari la lite domestica, avvenuta in un appartamento della zona di via Untoria, non sarebbe stata la prima, ma solo l’ultima di una serie. I comportamenti violenti dell’albanese nei confronti della moglie sarebbero andati avanti già da anni, ma senza che lei trovasse il coraggio di denunciarlo. Stavolta però la donna, che è dovuta ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, si è decisa a chiedere l’intervento del 112.
Fortunatamente i militari sono intervenuti prima che la situazione potesse degenerare e hanno arrestato l’uomo.