
Savona. Nuovofilmstudio propone la rassegna itinerante di cinema del reale “L’Italia che non si vede”, promossa dall’UCCA – Unione Circoli Cinematografici ARCI – ed arrivata alla sua VI edizione. Il senso di questa proposta è duplice, da una parte ha lo scopo di approfondire argomenti scomodi o comunque rimossi dai media e nel contempo cerca di avvicinare il pubblico a fiction e documentari “invisibili” perché sottovalutati o falcidiati dal mercato. In un’epoca in cui la fruizione del cinema passa, invece che nelle sale cinematografiche, su piccoli schermi per un consumo solipsistico, dove tutto finisce per essere indistinto, ritorniamo in sala dove il fattore umano completa la visione e la comprensione dell’opera filmica.
Secondo appuntamento: gio 23 marzo (15.30 – 21.00)
I ricordi del fiume
di Gianluca e Massimiliano De Serio – Italia 2015, 96’
Torino, Italia. Il Platz è una delle baraccopoli più grandi d’Europa. Un progetto di smantellamento si abbatte sulla comunità di più di mille persone che lo abita: alcune famiglie rientrano nel censimento della prefettura e potranno essere trasferite in case nuove, mentre il destino di tante altre è di tornare nel Paese natale o cercare un’altra sistemazione di fortuna. In una labirintica immersione, I ricordi del fiume ritrae gli ultimi mesi di esistenza del Platz. Con un lavoro quotidiano durato un anno e mezzo i gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio mostrano l’evoluzione del campo nomadi dall’annuncio del suo progressivo smantellamento fino al completo abbattimento. La loro camera regalo uno sguardo privilegiato su un mondo che vive ai margini e sui suoi abitanti. L’opera immersa lavora -certo – sulla modalità di riproduzione degli spazi, ma soprattutto dei tempi: concedere allo scandire della narrazione di dilatarsi fino a coincidere con il ritmo della realtà aiuta a eliminare il filtro tra osservato e osservatore. I registi diventano parte del contesto trasmettendo la stessa sensazione allo spettatore; ciò che all’inizio incuriosisce alla fine è diventato familiare, quasi naturale. Tra immagini che si soffermano sul particolare come sul generale la luce si alterna sta esterna oscurità e accecante luminosità, espressione dei chiaroscuri che caratterizzano ogni realtà, a volerla conoscere.
Note degli autori
“Il vero protagonista del film è un luogo geografico, che si nutre di uomini, di donne, di bambini, di vecchi. Una specie di mostro urbano che si è mangiato, per anni, i loro ricordi, nascosto alla nostra vista dalla boscaglia che divide la strada dalla baraccopoli. Girando il film è come se ci fossimo immersi nella pancia di questo mostro, o nella testa, nella sua memoria. Una memoria che si presenta corale, già nella realtà“. E’ una comunità molto musicale e non solo per la presenza di molti musicisti. Anche di valore, tra l’altro. C’era un anziano che aveva una tessera di riconoscimento come musicista tradizionale, non fosse stato rom magari avrebbe pubblicato dei dischi. E comunque come ha detto lei anche i canti religiosi, la musica diegetica, e poi radio, tv e telefonini. Si esprimono molto con le note. Abbiamo anche partecipato a delle loro feste e ballato con loro.
La scheda del Film: http://www.uccaarci.it/i-ricordi-del-fiume-di-gianluca-e-massimiliano-de-serio/
NuovoFilmStudio c/o Officine Solimano
Piazza Pippo Rebagliati – Savona
Ingresso con tessera ARCI