
Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…
Non tutti sanno che…
La Giornata Mondiale del Teatro del 27 marzo scorso è stata organizzata per la prima volta nel 1962 con lo scopo di celebrare nella stessa settimana il Teatro quale forma d’arte, di comunicazione, ma anche di riflessione e di espressione di pace fra i popoli. Per questa occasione è doveroso ed importante accennare alla affascinante storia dei teatri a Savona.
Siamo in pieno Rinascimento, nel 1555, quando un patrizio savonese, Girolamo Sacco, dispone per volontà testamentaria la successiva costruzione di un teatro per la città. Bisognerà però attendere qualche secolo (!) quando, a seguito dell’autorizzazione del Senato di Genova, il 4 agosto del 1785, negli ambienti di un preesistente palazzo nobiliare sito in via Quarda Superiore viene costruito l’Antico Teatro Sacco o Teatro della Città di Savona che dunque è il teatro più antico di Savona. All’inizio ospitava principalmente spettacoli e veglioni privati poi, durante l’epoca napoleonica, celebrazioni politiche e militari infine, nell’Ottocento, vi furono rappresentati importanti spettacoli lirici e teatrali.
Rinominato Teatro Colombo nel 1892, viene utilizzato soprattutto per feste private fino al 1939. Solo dal 2008 grazie ad un sodalizio di appassionati, l’Associazione culturale S.A.C.C.O., il Teatro è riuscito a sorgere a nuova vita, ma per continuare a vivere invito tutti ad assistere agli spettacoli (non solo teatrali) che si svolgono regolarmente e a respirare l’atmosfera vagamente rococò di quella straordinaria storica bomboniera che è la sala centrale con il soffitto affrescato ed i palchi a semicerchio, sconosciuta ai più.
Di non minor bellezza, il Teatro intitolato al poeta savonese Gabriello Chiabrera fu costruito sul progetto in stile neoclassico dell’architetto Carlo Falconieri per dare alla città un teatro di maggior prestigio e capienza, al centro della città, sotto le mura del castello dello Sperone: principalmente teatro d’opera lirica e di melodrammi, ospitò nel corso dell’Ottocento e del Novecento anche compagnie di prosa.
Fu inaugurato il I° ottobre del 1853 con un’opera di Giuseppe Verdi, l’”Attila”, interpretata dagli allora celebri Carlo Negrini e Carlotta Gruitz, seguita dal balletto “La spiritina” con coreografie di Luigi Astolfi. In realtà un’altra rappresentazione avrebbe dovuto fare da prima all’evento, ovvero il dramma lirico in tre atti intitolato “Ginevra di Scozia” musicato dal maestro savonese Vincenzo Noberasco, ma la scelta fu ostacolata da alcuni membri del consiglio comunale.
Non tutti sanno che… le statue di Metastasio e Gioacchino Rossini che si possono ammirare nelle nicchie della bianca facciata, nonché l’altorilievo del timpano del frontone del Teatro Chiabrera, furono realizzate dallo scultore savonese Antonio Brilla. Autodidatta, fu autore di oltre millecinquecento opere sacre e profane in legno, gesso, avorio e in ceramica, conservate in alcune chiese a Zinola, Savona, Albisola e Genova; si dedicò anche alla decorazione dei battelli in legno costruiti nei cantieri di Varazze nonché al restauro di opere antiche e alla modellazione delle figurine da presepe.
Non tutti sanno che… sulla collina di Monturbano si trova il Teatro-palestra del Collegio dei Padri Scolopi (giunti in città già nel 1622): costruito nel 1926 in un edificio di notevole pregio architettonico, rimase attivo fino al 1971 quando gli Scolopi lasciarono la città. Ora di proprietà privata, è in fase di restauro.
Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli