
Cairo Montenotte. Stato di agitazione tra i lavoratori dell’Italiana Coke di Bragno, che poco fa hanno incontrato i sindacati per discutere degli effetti negativi che si ripercuotono sui dipendenti a seguito del concordato preventivo messo in campo l’anno scorso per salvare l’azienda.
Aumentano, infatti, i carichi di lavoro e la richiesta di ore straordinarie, ma nel piano di rientro non è contemplato il pagamento dei premi di produzione ed altri emolumenti che spettano al personale. “Per ora non sono previsti scioperi, cerchiamo di essere responsabili. Attendiamo però una convocazione dall’azienda – spiega Tino Amatiello della Filctem-Cgil -. Conosciamo i problemi di liquidità di Italiana Coke, ma dobbiamo anche tutelare i diritti dei lavoratori”.
Difficoltà anche sull’approvvigionamento della materia prima, l’azienda, infatti, è in attesa di risposte affermative per quanto riguarda l’acquisto del carbone fossile, che dovrebbe essere spedito con navi di piccola stazza per poter provvedere al saldo con più facilità.