
Albenga. Doppio arresto ad Albenga nella giornata di ieri da parte dei carabinieri. A finire in manette due spacciatori marocchini, nell’ambito dei controlli già in corso da diverse settimane, sia nei vicoli del centro storico che in alcuni punti nevralgici del comune ingauno, contro la criminalità diffusa.
Il primo arresto è stato effettuato nel pomeriggio di ieri. Un cittadino marocchino quarantaseienne, incensurato, è finito in manette al termine di un breve inseguimento all’interno del greto del fiume Centa. Poco prima il nordafricano aveva tentato di eludere il controllo che i carabinieri del Nucleo Radiomobile stavano sistematicamente attuando lungo il fiume: mentre i militari controllavano un gruppo di suoi connazionali, prima che arrivasse il suo turno il 46enne ha spintonato i militari al fine di guadagnarsi la fuga, lanciandosi nel greto del fiume.
I militari, sospettando potesse avere con sé delle sostanze stupefacenti, si sono lanciati all’inseguimento, acciuffandolo dopo poche decine di metri. Il nordafricano è stato infine ammanettato e dichiarato in arresto per “resistenza a pubblico ufficiale”. Verrà processato questa mattina per direttissima.

Il secondo arresto è avvenuto in serata, nel corso di un analogo servizio in borghese effettuato dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Albenga. Proprio nei vicoli del centro storico ingauno è stato monitorato, pedinato ed infine ammanettato un altro cittadino marocchino ventisettenne, pregiudicato e irregolare sul territorio italiano. Il sospetto, noto agli investigatori del N.O.R., è stato individuato ed agganciato per documentare la sua condotta per poi arrestarlo sulla via Aurelia, a Loano, trovandolo in possesso di tre ovuli di cocaina.
Il pusher della “polvere bianca” è noto domiciliare senza fissa dimora tra Albenga e Borghetto S. Spirito; i carabinieri sono comunque riusciti, dopo una rapida indagine, ad individuare la sua abitazione e ad estendere quindi la perquisizione del domicilio temporaneamente stabilito nel comune di Borghetto. Presso l’appartamento, in via Milano, i militari hanno trovato il suo “laboratorio” dietro un mobile della cucina. E’ stata rinvenuta nell’abitazione anche una presunta “lista di clienti”, manoscritta su alcuni pezzi di carta: ora è al vaglio degli inquirenti.