
Savona. Nell’ottobre scorso erano finiti in manette nell’ambito di un’operazione antidroga dei carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Savona. Questa mattina Rami Trabelsi, 27 anni, e Mohamed Alì Agbi, 28 anni, entrambi tunisini sono stati condannati in tribunale. Il primo, che tra l’altro nell’udienza di convalida si era addossato più responsabilità (“La cocaina era tutta mia e anche l’hashish. Lui l’ho conosciuto per strada, gli ho offerto ospitalità ed era a casa mia da un giorno”) a sei anni di reclusione, mentre il secondo a sei mesi e venti giorni di reclusione (il giudice gli ha contestato la detenzione ai fini di spaccio di 3,2 grammi di eroina).
Trabelsi, che era difeso dall’avvocato Carlo Risso, nel corso del processo per direttissima aveva voluto prendere la parola per scagionare il connazionale Mohamed Alì Agbi, assistito dall’avvocato Antonio Falchero.
I due erano finiti in manette dopo un blitz scattato in un appartamento di via Cadorna, nel quartiere di Legino. Anche Agbi aveva confermato che con lo spaccio di droga non c’entrava nulla: “Sono arrivato a Savona il 30 settembre e qualche giorno fa dei connazionali mi hanno aggredito in piazza del Popolo (un episodio che il tunisino effettivamente ha denunciato in Questura) e sono stato in ospedale. Quando sono uscito ho conosciuto Rami che mi ha offerto ospitalità ed ho accettato. Io con me avevo dell’eroina che avevo comprato per uso personale”.
Versioni che contrastavano con la ricostruzione dei carabinieri secondo cui entrambi i nordafricani erano invece coinvolti nel giro di spaccio come dimostrerebbe l’aggressione subita da Agbi che, secondo gli investigatori, è riconducibile a persone coinvolte nell’attività di spaccio. Secondo gli accertamenti degli uomini dell’Arma, Trabelsi veniva contattatato dai clienti attravarso un’utenza cellulare, trovata nell’appartamento, per concordare un appuntamento. Il pusher aspettava poi gli acquirenti nell’alloggio di via Cadorna nel quale, oltre a trentacinque grammi di cocaina, cinque grammi di eroina e sei grammi di hashish, eranno stati trovati anche 1430 euro in contanti ritenuti il provente dell’attività illecita.
L’arresto dei due tunisini era scattato proprio al termine di una cessione di cocaina: i carabinieri si erano insospettiti quando avevano notato un uomo entrare nel portone e uscire poco dopo e così avevno deciso di perquisirlo. Un’intuizione che aveva permesso di accertare che aveva appena consumato una dose di polvere bianca. A quel punto i militari avevano fatto scattare il blitz nell’appartamento dove c’erano Trabelsi e Agbi, ma anche lo stupefacente.
Dopo l’udienza di convalida Agbi doveva rispettare un divieto di dimora nel Comune di Savona, mentre Trabelsi era finito in cella.