
Albenga. E’ stato interrogato questa mattina in tribunale E.M., il marocchino di 27 anni arrestatocon le accuse di rapina ed estorsione grazie ad una mamma “investigatrice” di Albenga. Davanti al gip Fiorenza Giorgi, il nordafricano si è difeso respingendo le accuse di rapina verso un venticinquenne ingauno.
In particolare E.M., che è difeso dall’avvocato Francesca Aschero (oggi sostituita dal papà Graziano), ha cercato di chiarire la sua posizione spiegando di essere stato creditore verso il ragazzo al quale aveva preso lo smartphone. Dopo l’interrogatorio il ventisettenne, arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, è tornato nel carcere di Imperia.
L’indagine dei carabinieri ha preso le mosse dalla denuncia di una mamma: secondo la donna il figlio, di 25 anni, era stato rapinato del telefono cellulare e il nordafricano aveva chiesto al giovane alcune centinaia di euro per restituirglielo.
La madre del giovane, però, non paga del solo racconto del figlio e sfruttando la descrizione dell’uomo, aveva trascorso alcune ore nel centro storico di Albenga, fino a quando non era riuscita ad individuare il presunto rapinatore e a scattargli alcune foto.

Proprio partendo da quelle immagini i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile sono riusciti a risalire all’identità di E.M. (con numerosi altri precedenti penali) e a concludere rapidamente l’indagine con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare che il gip del Tribunale di Savona aveva immediatamente emesso a carico del marocchino.
Il nordafricano era stato poi fermato l’altra sera in Piazza del Popolo ad Albenga mentre stava aspettando l’autobus.