
Liguria. La vittoria del No ha ringalluzzito il centrodestra, Lega Nord in primis, forte del risultato uscito dalle urne liguri, fortino da ieri non più inespugnabile e meta ambita in vista delle prossime amministrative.
L’eco del referendum e delle ripercussioni sullo scacchiere politico del paese, alle prese con l’ennesima crisi di governo, le dimissioni congelate del Premier e gli scenari fluidi che si prospettano, si è palesato anche in via Fieschi, nel giorno canonico dell’assemblea regionale.
Oggi i consiglieri della Lega Nord, affiancati dagli assessori Edoardo Rixi e Sonia Viale, hanno esposto un eloquente striscione: “Elezioni”, con le lettere in verde Carroccio, a indicare la volontà di andare subito al voto, ricalcando la posizione espressa da Matteo Salvini nella nottata dello spoglio.
“La Liguria con 20 punti percentuali di vantaggio del no sul sì – hanno spiegato i consiglieri regionali leghisti – ha ottenuto un risultato straordinario. Si tratta di una grande responsabilità anche in vista delle amministrative della prossima primavera che si terranno nei più importanti comuni della nostra regione. Siamo riusciti a salvare la democrazia dall’attacco dei poteri forti e a liberare il popolo dal governo Renzi, asservito alle banche, lobby e alla Ue, che ha distrutto il tessuto economico e sociale del nostro paese”.
“Il no degli italiani è un chiaro messaggio rivolto a quella classe politica che non fa gli interessi degli italiani. Ora è necessario andare subito al voto. Un grazie particolare va ai liguri che hanno scelto in modo inequivocabile di essere liberi di decidere per sé e per il proprio paese: la politica dell’arroganza è finita. I cittadini sono stanchi di riforme ‘truffa’, passerelle e soliti slogan, che hanno caratterizzato la campagna referendaria del sì, peraltro, strumentalizzata prima di tutti dal premier Renzi che cercava quella legittimazione popolare che non ha mai avuto e non ha ottenuto”.
“La Lega Nord Liguria è da sempre con e per il popolo. L’altissima affluenza al referendum da parte dei liguri è un chiaro segnale che i nostri concittadini vogliono decidere chi li governerà in tempi brevi senza passare attraverso un governo clone di quello di Renzi”.
Caustica la risposta dai banchi del Pd: “Dove, in Regione?”.
Scaramucce a parte, chi lo sa, comunque, che per una volta le posizioni con l’altro Matteo (Renzi) non si incontrino. Tra gli scenari disegnati oggi, qualche retroscena vuole proprio l’ex presidente del consiglio sempre più convinto della necessità di andare a elezioni anticipate.