
In campo solamente “ragazzi del posto“. Dovete sapere infatti che, oltre a tutta l’autarchia possibile, nell’Athletic Bilbao i giocatori possono provenire solamente o da una delle sette province basche (sia di Hegoalde che di Iparralde), o che siano originari di lì, oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili della società.
Un recente sondaggio compiuto tra i tifosi da parte della dirigenza sulla possibilità di ingaggiare giocatori stranieri, ha portato ad un 94% di risposte negative, confermando la volontà dei tifosi di non cambiare il regolamento del Clúb. Un secondo sondaggio relativo ad un’eventuale possibilità di tesserare giocatori oriundi (stranieri con origini basche), ha portato ad un 52% di risposte positive, ma solo se di prima generazione (con genitori o nonni baschi) oppure che abbiano iniziato a giocare nelle giovanili di squadre basche o con provata fede calcistica rojoblanca.
La cantera dell’Athletic è senza ombra di dubbio, uno dei fiori all’occhiello di tutta la Spagna e dell’intera Europa. Fin dal 1912 in società si è provveduto ad impostare una politica attiva sui giovani allestendo in pratica la risposta antimadridista e anticatalana a “La Fabrica” del Real e a “La Masia” barceloneta. Da tempo pertanto i campi sportivi del centro tecnico di “Lezama” aprono le porte ai bambini e fanno uscire dei campioni: i Leones Rojiblancos che calcheranno da grandi il palcoscenico del San Mamés.Governata da uno statuto specifico, l’istituzione Basca si distingue dalle altre per il suo sistema di reclutamento dei calciatori.
Pochi club nel mondo possono vantare un’identità fortemente radicata come l’Athletic Bilbao, fondato nel lontano 1898. Da quando un gruppo di inglesi portò il calcio a Bilbao, sport e tradizione hanno sempre viaggiato di pari passo, tra aneddoti, leggende, difficoltà, rivalità e intrecci politici. Tutto questo ha fatto parte della storia del calcio basco, che vive il suo appuntamento annual più importante con la sfida tra Athletic e Real Sociedad, ovvero Bilbao contro San Sebastian, città distanti soltanto 80 chilometri tra cui è grande la rivalità e la passione per il calcio.
“E’ un club speciale, per il feeling che si crea, per la filosofia, per come lavorano con i giovani”, ci ha raccontato Imanol Aguiar (esterno destro classe 86) che ha iniziato a giocare per l’Athletic a 15 anni. “L’integrazione tra squadra e territorio è unica – gli ha fatto eco Fernando Iturbe, nel club come scout per diversi anni”. Nei Paesi Baschi tutti sono tifosi dell’Athletic. I bambini sono educati al culto dell’Athletic e ne conoscono la storia. Tutti i maschi diventano tifosi con il sogno di indossare la maglia dell’Athletic. Possono arrivare grandi club con una buona offerta, ma l’Athletic viene sempre prima di tutto. Per i nati nei Paesi Baschi l’Athletic è tutto. E’ la squadra più importante del pianeta, la prima in Spagna. E i ninos sono molto orgogliosi di far parte di tutto questo”.
A differenza di molti altri club, che vivono per il presente e programmano per trionfare nell’immediato, l’Athletic pensa sul lungo periodo e non è interessato a tesserare un giovane calciatore se sa che nell’arco di due anni potrebbe poi lasciare il club per ragioni personali. Bisogna pianificare il futuro e farlo con i calciatori è come guardare in una sfera di cristallo. Nelle squadre giovanili le variazioni nel breve periodo sono molte anche in virtù dello sviluppo fisico, tattico o di problemi tecnici… un club deve pensare a lungo termine. Biscay è una provincia del calcio e lo è sempre stata. Cuore della Rivoluzione Industriale nella Penisola Iberica, è sempre stata collegata ai successi dell’Athletic fin dalla nascita del club. Biscay è il nono territorio più grande in Spagna per la popolazione e rimane la base per il lavoro di scouting in cerca di nuovi talenti.
È complicato, ma questa filosofia può avere un futuro. Ogni cosa è fondata sul lavoro degli allenatori e l’Athletic, insieme ai suoi club affiliati, può dimostrare che la loro metodologia è importante quanto l’aspetto finanziario. L’Athletic ha una grande responsabilità. L’obiettivo è che questi giocatori possano competere in massima serie e mostrare che il lavoro nel settore giovanile sta pagando. Attualmente, dei 25 giocatori che fanno parte della prima squadra dell’Athletic, 18 sono arrivati dal vivaio: un numero molto significativo.
Come la Cantera de Lezama anche la Cantera Torre de Leon di Savona (stessi principi ispirativi, stessi criteri selettivi, stessi colori, stesso senso di appartenenza al territorio, stessi grandissimi risultati) vanta approdi a ripetizione nelle prime squadre, tanto che necessita costantemente aggiornarne la pagina Hall of Fame.