
Liguria. “Il Bilancio regionale ligure 2014 investiva lo 0,0574% del bilancio annuale ai Parchi. Oltre il 70 per cento in meno di quello piemontese (0,197%), che risulta tra i più alti in Italia, ma comunque sempre troppo basso rispetto alla media europea. Oggi, con Toti i già precari finanziamenti ai nostri parchi sono ulteriormente calati, mettendo a rischio l’attività, se non addirittura l’esistenza stessa dei parchi, come ha denunciato Federparchi e gli altri rappresentanti auditi questa mattina in Commissione I”. Lo sostiene Marco De Ferrari, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.
“Con la scomparsa delle comunità montane – prosegue – e lo zombie delle province a causa della riforma Delrio (che ora, dopo il referendum, potrebbe essere a rischio addirittura di incostituzionalità), il parco è rimasto l’unico collettore tra i comuni per poter accedere, ad esempio, ai fondi PSR (313 milioni tra il 2014 e il 2020 per la Liguria): risorse preziose che, se non saranno utilizzate, torneranno a Bruxelles. Tra gli handicap ai parchi, anche la sottrazione di oltre 400mila euro per il rinnovo della convenzione per la Protezione civile. Ben venga un sostegno finanziario a questo importante ente, ma ciò deve avvenire esclusivamente attraverso il taglio agli enormi sprechi della politica”.
“Il parco oggi – chiarisce De Ferrari – rappresenta l’ultimo presidio in grado di garantire il giusto equilibrio tra antropizzazione e territorio, che significa tutela del mondo agricolo e lotta al dissesto, anche attraverso la manutenzione della rete sentieristica e dei boschi. Secondo il documento Ispra del 2 marzo 2016, la Liguria ha il 100% dei comuni a rischio frane: il parco rappresenta l’ultimo e decisivo argine a questa deriva, ma ha anche un ruolo chiave per il controllo sull’abusivismo edilizio e sugli ecoreati”.
“Occorre una visione d’insieme che colleghi entroterra e costa – insiste il pentastellato – per rilanciare la vocazione turistica senza pari della nostra regione. Dobbiamo far riscoprire ai nostri giovani le potenzialità del nostro territorio, in modo che possano tornare a viverlo. Tutto questo può accadere, però, solo se i sei parchi regionali saranno adeguatamente finanziati e coordinati tra loro in una rete virtuosa. Oggi i parchi liguri sono ridotti ai minimi termini e bisogna invertire la tendenza prima che si arrivi a un punto di non ritorno”.