
Savona. Sono stati interrogati questa mattina i due cittadini marocchini Abdelgani Draoui, 30 anni, domiciliato ad Albenga, e Abdelhadi Lebkiri, di 42, in Italia senza fissa dimora, arrestati mercoledì sera durante un’operazione antidroga dei carabinieri ingauni.
Entrambi, assistiti dall’avvocato Francesca Aschero, hanno scelto di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Francesco Meloni. Sia Draoui che Lebkiri, di fatto, hanno ammesso le cessioni di droga per le quali sono finiti in manette, ma hanno negato di aver messo in piedi un grosso giro di spaccio. Al giudice hanno ribadito che si trattava di piccole cessioni e Lebkiri ha anche precisato che si occupava solo di fare le consegne, mentre a gestire i contatti con gli acquirenti era il connazionale. Entrambi hanno ammesso di essere entrati nel giro dello spaccio “per necessità”: Draoui, regolare in Italia e sposato, aveva perso il lavoro, mentre l’amico, essendo clandestino, aveva poche possibilità di trovarne uno.
Al termine dell’interrogatorio il difensore aveva chiesto un’attenuazione della misura cautelare (arresti domiciliari per Draoui e obbligo di presentazione per Lebkiri), ma il giudice non ha accolto l’istanza confermando la custodia in carcere per tutti e due i marocchini. Un provvedimento che l’avvocato Aschero impugnerà davanti al tribunale per il Riesame: “Sono cessioni di entità molto lieve e credo ci siano le condizioni per concendere una misura meno afflittiva nei confronti dei miei assistiti” ha precisato il legale che ha aggiunto: “Credo che la loro situazione sia lo specchio della realtà sociale molto difficile di questo momento”.
Secondo i carabinieri di Albenga, Draoui e Lebkiri sarebbero due pusher particolarmente attivi nel mercato “al dettaglio” ingauno di sostanze stupefacenti. Nel corso della perquisizione che ha fatto seguito all’arresto Draoui è stato anche trovato in possesso di 8,2 grammi di hashish, mentre Lebkiri di due grammi di droga, uno di cocaina e uno di hashish.
Ad entrambi il pm Chiara Venturi, sulla base delle indagini dei militari, contesta anche una serie di altre cessioni di cocaina (si parla di quantitativi di circa un grammo e mezzo alla volta) nei confronti di una ventina di clienti.